Soprintendenze il patrimonio da valorizzare Vorrei tornare sull'argomento Beni culturali in Sicilia e in particolare in riferimento all'intervento di Gesualdo Campo, Dirigente generale dell'Assessorato regionale per i Beni culturali e dell'Identità siciliana, pubblicato su "La Sicilia" lo scorso 26 luglio. L'arch. Campo chiarisce che il declassamento del Museo "Paolo Orsi" di Siracusa, registrato nel recente decreto sull'assetto generale dei Beni culturali, era dovuto in realtà a un banale "refuso". Il Museo, quindi, non perderebbe il riconoscimento che meritava, avendo livello 5 (in neoburocratese "peso 5") anziché "4". Gli crediamo sulla parola, ma siamo grati anche a chi ha tempestivamente segnalato la svista, impedendo il perdurare di un problema che balzava all'occhio e poteva avere serie conseguenze. Il Dirigente generale, con una dotta esposizione, chiarisce inoltre che il nuovo assetto dei Beni culturali della Sicilia non modificherebbe l'impianto della legge '80 - che istituì le Soprintendenze regionali siciliane - e che quindi non sarebbe necessario l'esame e la discussione all'Assemblea regionale. Enuncia in proposito alcuni dei criteri seguiti in relazione ad esigenze dell'amministrazione. Non ultimo quello di rispondere a necessità inderogabili di economia, pur rispettando i quadri dei dirigenti tecnico-scientifici, sia nel numero che nelle dislocazioni nell'isola, in relazione all'importanza delle singole sedi. Compito certamente arduo. In realtà si tratta di un provvedimento radicale che introduce, tra l'altro, un numero cospicuo di "parchi archeologici", avulsi dal contesto della struttura tecnico-scientifica e territoriale delle singole soprintendenze, svuotandole di buona parte della loro originaria competenza ed alterando scopi e fisionomia delle stesse. Val la pena di ricordare che tali uffici in particolare le soprintendenze ai Beni archeologici - preposte non solo alla tutela ma anche e soprattutto alla ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico - costituivano un vanto dell'amministrazione statale italiana, dalle Alpi a Capo Passero, riconosciuto anche da altri paesi come la Francia. Proprio per la loro struttura, l'importanza e l'efficacia sul territorio, esse sono state oggetto di ammirazione da parte di studiosi impegnati in Sicilia, come l'indimenticabile Georges Vallet, che per un quarantennio condusse scavi nella colonia greca di Megara Hyblaea, in collaborazione con la soprintendenza di Siracusa, allora ovviamente di "prima classe". Trasformare tali strutture - di cui in definitiva la legge '80 seppe conservare i caratteri basilari - in banali uffici amministrativi non può che suscitare perplessità e preoccupare per la sorte dell'immenso patrimonio archeologico lasciatoci dalle generazioni passate. Ma anche sulla funzionalità dei futuri "parchi" in molti casi entità minime, lontane dagli abitati (il parco di Eloro e della villa del Tellaro, ad esempio), in zone prive di collegamenti ci sarebbe da riflettere. Forse alcuni direttori eserciteranno la loro funzione quotidiana sotto una tenda o in una roulotte? Accademica dei Lincei, già Soprintendentealle Antichità per la Sicilia orientale 08082010
Il dibattito sulla gestione dei beni culturali in Sicilia
Il Dirigente generale dell'Assessorato regionale per i Beni culturali e dell'Identità siciliana, Gesualdo Campo, ha pubblicato un articolo su "La Sicilia" in cui chiarisce che il declassamento del Museo "Paolo Orsi" di Siracusa era dovuto a un "refuso" e non a una mossa strategica. Il Museo non perderebbe il riconoscimento che meritava, avendo un livello 5 anziché 4. Campo spiega che il nuovo assetto dei Beni culturali della Sicilia non modificherebbe l'impianto della legge '80 e che quindi non sarebbe necessario l'esame e la discussione all'Assemblea regionale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo