Ecco perché uno stadio con Livorno sarebbe utile alle due città Il ritorno del Pisa nel calcio che conta va salutato con grande soddisfazione. Si ripropone con forza, però, il tema centrale dello stadio che, con l'ubicazione nel cuore del quartiere di Porta a Lucca ed a qualche decina di metri dalla Torre di Pisa, è un controsenso urbanistico con ripercussioni folli sulla qualità della vita di un quartiere e non solo. Certo, non è un problema solo pisano. Molte sono le strutture sportive costruite secondo l'assetto urbanistico di mezzo secolo fa e che nei decenni hanno comunque assolto una funzione aggregativa e sociale importante, ma che oggi appaiono obsolete anche alla luce delle nuove norme sulla sicurezza degli stadi. Eppure una soluzione equilibrata andrà trovata. Un percorso è già stato avviato da tempo sia con previsioni urbanistiche specifiche che con manifestazioni esplicite di interesse che pure si basano su operazioni di riconversione del quartiere di Porta a Lucca che, anche solo per i vincoli legati alla viabilità esistente, non è in grado di sopportare un ulteriore pesante carico urbanistico, ma che troverebbe un'enorme opportunità in un percorso di riconversione delle aree occupate dallo stadio in ampie zone verdi, spazi collettivi e servizi al cittadino. È difficile trovare un punto di equilibrio e soprattutto far quadrare il bilancio economico che permetta gli investimenti. Serve, oggi più che mai, una sostenibilità economica dei percorsi sia per la costruzione degli impianti che della successiva gestione: in questo senso le economie di scala, le sinergie, le progettualità di area vasta sono le componenti essenziali per un corretto dimensionamento delle infrastrutture e dei servizi e della loro gestione. L'amministrazione comunale di Pisa sta cercando di mettere a fattore comune gli strumenti urbanistici, i servizi di trasporto collettivo, alcuni appalti di servizio. Nel settore delle acque e dei rifiuti si mettono in sinergia impianti per diminuire i costi di gestione ed investimento. Nei servizi pubblici si cercano aggregazioni che sappiano dare una massa critica importante e competitività sul mercato. Perché non sognare una rivoluzione anche nel calcio? Con lungimiranza, e per altre motivazioni, lo ipotizzava in passato Romero Anconetani, anche se lui sognava una unica squadra tra le due città. Senza dubbio troppo: ma un unico stadio a servizio comune tra Pisa e Livorno potrebbe essere oggi una suggestione su cui almeno ragionare: due aree in città diverse, oggi occupate da stadi comunque vicini a zone residenziali e con problematiche simili; due aree da recuperare urbanisticamente con possibili attivi economici per reinvestire in un unico stadio dove Pisa e Livorno possano giocare alternativamente proprio come Milan e Inter, come Lazio e Roma, come Genoa e Samp. (Vicesindaco di Pisa)
PISA - URBANISTICA - uno stadio con Livorno sarebbe utile alle due città
La città di Pisa sta cercando di trovare una soluzione equilibrata per il problema dello stadio, che è un controsenso urbanistico e ha ripercussioni negative sulla qualità della vita dei quartieri circostanti. L'amministrazione comunale sta cercando di mettere a fattore comune gli strumenti urbanistici e i servizi di trasporto collettivo per ridurre i costi di gestione e investimento. Nel settore delle acque e dei rifiuti, si stanno mettendo in sinergia impianti per diminuire i costi di gestione ed investimento. La città sta anche cercando di ragionare su un unico stadio a servizio comune tra Pisa e Livorno, che potrebbe essere una suggestione per le due città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo