Il professionista fa i conti e spiega la parcella da 22 milioni: "Non riguardano solo ledificio" È incredibile che oggi in Italia chi lavora debba rispondere di ciò che fa a chi non fa nulla È davvero offensivo Quattro milioni di Iva Del resto il mio studio ha visto meno della metà e abbiamo impiegato 150 persone Fuksas, ha sentito cosa pensa Sgarbi del suo grattacielo. E di lei? «Ho già dato mandato al mio avvocato di querelarlo. Di fronte a queste cose cè solo la legge. È solo nelle aule di giustizia che si può rispondere a un pregiudicato come lui». Le parole usate da Sgarbi sono molto pesanti. Però quella parcella da 22 milioni di euro, di cui si parla da mesi, non è un po alta in effetti? «È incredibile che oggi in Italia chi lavora debba rispondere di ciò che fa a chi non fa nulla. È offensivo». Senta non cè solo Sgarbi, anche il presidente Cota la cita in continuazione come esempio di spreco della giunta Bresso. Non può spiegare una volta per tutte il perché di quella cifra? «Daccordo: cominciamo a dire che la cifra reale è più bassa perché nei 22,5 milioni della parcella cè anche lIva. Oltre 4 milioni di euro. Del resto il mio studio ne ha visto meno della metà perché oltre 9 milioni sono andati agli studi di ingegneria che si sono occupati dei calcoli e ad altri soggetti. Non basta». Cosa cè daltro? «Si tratta non di uno, ma di più progetti che vanno avanti da dieci anni, perché liter è iniziato con la giunta Ghigo, e che hanno occupato tra tutto, almeno 150 persone e porteranno alla fine un punto di Pil in più al Piemonte: è uno degli investimenti strategici più importanti previsti in Europa, non solo in Italia, nei prossimi anni». Dieci anni? Può farne un breve riepilogo? «Per il grattacielo ho vinto un concorso internazionale nel 2001 cui partecipavano alcuni dei più importanti architetti del mondo. Quando è arrivata lamministrazione Bresso lidea è stata confermata, ma larea scelta è stata spostata su Fiat Avio ed è stata aumentata la superficie complessiva del palazzo perché si voleva farne la sede unica della Regione (che così risparmierebbe 13 milioni di euro lanno di affitti). Il progetto preliminare è stato rifatto e approvato, così quello definitivo e infine quello esecutivo. E parliamo di una progettazione che ha reso ledificio allassoluta avanguardia dal punto di visto ecologico. Nel frattempo si è iniziato a parlare di tutta larea...». Quale? «Quella di Fiat Avio: e la Regione e gli altri due enti che ci insistono, cioè lamministrazione comunale di Torino e le Ferrovie dello Stato, mi hanno chiesto di occuparmi anche della riorganizzazione urbanistica dellintera zona. Abitazioni, aree commerciali, parchi e giardini, i nuovi ingressi per lOval e il Centro Fiere, un nuovo collegamento con la stazione LIngotto. Un altro progetto, anzi qualcosa di più. E tutto è compreso nella cifra contestata. Che include anche le parcelle della A.I la società torinese di ingegneria che, parallelamente al lavoro del mio studio, si è occupata del calcolo del strutture, del cemento armato, degli impianti tecnologici, della parte energetica, assolutamente allavanguardia. Insomma lascio a voi il giudizio». (m.trab.)
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Il professore di Architettura di Politecnico di Milano, Massimo Vignelli, ha spiegato la parcella da 22 milioni di euro per il grattacielo di Torino, che è stata contestata da Sgarbi e Cota. Vignelli ha spiegato che la cifra include anche lIva e che il suo studio ha visto meno della metà, mentre gli studi di ingegneria hanno visto oltre 9 milioni. Il progetto è stato avviato nel 2001 e ha richiesto 150 persone. Vignelli ha anche spiegato che il progetto è uno degli investimenti strategici più importanti previsti in Europa e che ha reso lledificio allassoluta avanguardia dal punto di vista ecologico.
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