Aperto il mega cantiere per recuperare loriginaria bellezza del più celebre luogo di Francia dopo la Tour Eiffel Ma è polemica perché raggiungere leremo sarà più caro e più difficile, col parcheggio distante tre chilometri Tre milioni di visitatori allanno in un luogo di culto che assomiglia a Disneyland I costi superano i duecento milioni di euro, in gran parte finanziati dallo Stato Per incamminarsi sulla retta via due chilometri sembrano davvero pochi. Eppure sotto alle pendici del Mont Saint-Michel, il luogo più sacro e più visitato di Francia, si litiga per fare meno strada possibile. Pigrizia spirituale, o forse pigrizia e basta. Comunque, lennesimo segnale che labbazia benedettina assomiglia sempre meno a un luogo di culto ereditato dal Medioevo e si avvicina invece molto a una moderna Disneyland. Tre milioni di visitatori che ogni anno sinerpicano su un pezzo di storia sacra, bellissimo ma poco più che uno scoglio. Torpedoni che scaricano comitive, chioschi con panini, trilli di cellulari in quello che un tempo era mèta di penitenza e meditazione per cavalieri e sovrani. Qualche giorno fa, alle pendici dellisolotto sono arrivate le prime ruspe. È stato finalmente tagliato il nastro dei faraonici lavori che dovranno riportare il mare intorno allisolotto roccioso, diventato ormai da decenni una collina circondata dalle sabbie mobili. Niente a che vedere con la spettacolare veduta che si offriva ai pellegrini sino alla fine dellOttocento: un eremo in mezzo alle onde. Colpa delle dighe agricole e della mutazione delle correnti. Già François Mitterrand promise di "restituire la dimensione marittima" alla roccia che fu visitata, si narra, dallarcangelo Michele. Ma solo ora si comincia, e nonostante la crisi: i costi superano i 200 milioni di euro, in gran parte finanziati dallo Stato. Ma il consenso intorno a questo gigantesco cantiere - frutto di discussioni interminabili, gruppi di esperti, pareri di ingegneri e geologi - è andato in frantumi nelle ultime settimane, quando è divenuto chiaro che, con il nuovo progetto, i visitatori dovranno camminare almeno un chilometro per arrivare fino allabbazia. E altrettanto dovranno fare per raggiungere al ritorno la macchina o un mezzo pubblico. Lorrendo parcheggio che sta ai piedi del Mont Saint-Michel sarà infatti distrutto tra qualche mese, mentre quello in costruzione si trova dietro la nuova diga eretta sul fiume Couesnon, tre chilometri più indietro. La distanza sarà coperta dalle navette elettriche, ma rimane un tratto da percorrere a piedi, o con un mezzo molto meno futuribile, le carrozze a cavallo. Ad aumentare la polemica, cè lannuncio di Veolia, la società che gestisce il cantiere della sosta per le automobili, sullaumento del prezzo per parcheggiare. Da 5 a 8 euro. «È assurdo, volevamo incrementare il turismo e invece così lo scoraggiamo», tuona Patrick Desgué, guida locale e fondatore dellassociazione per "laccesso al Monte" che sta raccogliendo firme e si fa portavoce della protesta cresciuta nelle ultime ore come una marea, fenomeno peraltro connaturato al luogo. «Con questo sistema - sintetizza - andare a visitare il Mont Saint-Michel diventa più caro e meno comodo». Molti gruppi locali, tra i quali anche gli albergatori e la Camera di commercio, chiedono che le navette elettriche possano entrare fin dentro il nuovo parcheggio, comè previsto per persone disabili e anziani. La terrena preoccupazione per salvaguardare il giro daffari e lindotto nelleconomia del luogo prevale insomma sullobiettivo paesaggistico. «In inverno - continua Desgué - nessuno avrà voglia di farsi due chilometri a piedi sotto alla pioggia, che qui sappiamo essere frequente». Lente che gestisce i lavori finora non ha voluto sentire ragioni. Il ritorno dellinsularità del Mont Saint-Michel comporta un costo, anche fisico. Anche in questargomentazione cè un calcolo pratico: aumentare il percorso delle navette comporterebbe una spesa supplementare stimata in 4,5 milioni di euro. «Vogliamo ripristinare le condizioni originarie di questo luogo, tra le quali anche un percorso pedonale obbligatorio», spiega François-Xavier de Beaulaincourt, lingegnere alla guida del cantiere. Lattuale strada asfaltata, costruita più di un secolo fa, verrà distrutta. Al suo posto ci sarà un ponte sottile, che finirà su un terrapieno sotto le mura. Il mare tornerà non prima del 2015, secondo i calcoli, anche se con le maree il Monte sarà davvero immerso nellacqua solo poche settimane allanno. Con la complessa opera idrogeologica, sarà anche ricostituito lecosistema della baia, qualcuno spera addirittura nel ritorno di specie ormai estinte come i salmoni e le foche. La tecnologia al servizio del progetto non ha però previsto linsorgere di una caratteristica umana, molto umana. La pigrizia.
PARIGI Via la palude che limprigiona Mont Saint-Michel tornerà unisola fra le onde
Il cantiere per recuperare loriginaria bellezza del Mont Saint-Michel è stato aperto, ma è polemico a causa dei costi e della distanza del parcheggio. I costi superano i 200 milioni di euro, finanziati in gran parte dallo Stato. I visitatori dovranno camminare almeno un chilometro per arrivare all'abbazia e per tornare alla macchina o a un mezzo pubblico. L'annuncio di Veolia, la società che gestisce il cantiere della sosta per le automobili, sullaumento del prezzo per parcheggiare, ha aumentato la polemica. Molti gruppi locali chiedono che le navette elettriche possano entrare fin dentro il nuovo parcheggio.
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