Un altro ritrovamento dopo il frammento di dente dell'uomo neanderthaliano Il ritrovamento sarà presentato a Parigi il 23 agosto al simposio internazionale di archeozoologia Intanto gli scavi proseguono Dopo la recente scoperta di un frammento di dente appartenuto a un nostro antenato neandertaliano, gli scavi alla Grotta di Fumane hanno appena portato alla luce un canino di leone e quattro nuovi focolari. «L'esposizione di parte della superficie nella parte occidentale del riparo, abitato dai neandertaliani», spiega Marco Peresani dell'Università di Ferrara sotto la direzione del quale si stanno svolgendo gli scavi, «ha messo in luce una serie di aree deputate all'accensione dei fuochi e restituito un canino di leone ("panthera leo") con una frattura, la cui morfologia sembra riconducibile ad un'azione finalizzata a estrarlo dal cranio del felino. Il rinvenimento di questo reperto consolida ulteriormente il gemellaggio di Fumane con la Sierra di Atapuerca in Spagna, dove, nel sito di Gran Dolina, si sono trovati alcuni resti di leoni, con tracce di attività umana». I neandertaliani erano esperti scheggiatori di pietre col metodo cosiddetto "discoide" e abili cacciatori di animali. «A Fumane la presenza di resti di avvoltoio, rinvenuti anni fa, e di leone», aggiunge l'archeozoologo Matteo Romandini, «disegnano un quadro ambientale incredibile per i non addetti ai lavori, molto più vicino all'immaginario africano che alle foreste europee che tutti noi oggi conosciamo. I gruppi neandertaliani che frequentavano la grotta di Fumane dovevano ogni giorno coesistere e competere anche corpo a corpo con animali che nessuno di noi oggi si sognerebbe di affrontare faccia a faccia. L'accensione di fuochi attorno ai quali si espletavano attività utili alla sopravvivenza dei gruppi, servivano sicuramente anche a tenere distanti leoni, iene, lupi e orsi». Queste e altre scoperte verranno presentate da Romandini e discusse da addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo ad un Simposio internazionale di archeozoologia (Icaz) che si terrà a Parigi da lunedì 23 a domenica 29 agosto. I ricercatori e gli studenti dell'équipe dell'Università di Ferrara sotto la direzione del professor Marco Peresani continuano i loro scavi in grotta, fornendo alla comunità scientifica internazionale e nazionale sorprendenti scoperte che contribuiscono ad ampliare le conoscenze in merito ai nostri lontani "cugini" neandertaliani, fornendo continuamente nuovi dati sul loro popolamento attorno ai 50mila anni fa. Ma anche utili e fondamentali spunti per lo studio e la ricerca della specie umana che abitava l'Europa prima dell'arrivo dell'«homo sapiens» o anatomicamente moderno. Attualmente il professor Giacomo Giacobini dell'Università di Torino sta studiando il frammento di dente di uomo appartenente a 50 mila anni fa. Le attività di questa campagna di scavi sono sostenute da Comunità montana della Lessinia, Regione Veneto, Parco della Lessinia, Comune di Fumane, Fondazione Cariverona, impresa di costruzioni Roberto Gardina di Rovigo, le Cantine Nicolis di San Pietro in Cariano, il ministero dei Beni archeologici e l'Università di Ferrara.
FUMANE.Canino di leone scoperto nella Grotta dei tesori
Gli scavi alla Grotta di Fumane hanno portato alla luce un canino di leone e quattro nuovi focolari. La presenza di resti di avvoltoio e leone aggiunge un quadro ambientale incredibile per i non addetti ai lavori. I gruppi neandertaliani che frequentavano la grotta dovevano coesistere e competere con animali come leoni, iene, lupi e orsi. L'accensione di fuochi serviva a tenere distanti questi animali. Queste scoperte verranno presentate a un Simposio internazionale di archeozoologia a Parigi il 23 agosto. Gli scavi sono sostenuti da diverse organizzazioni e continuano sotto la direzione del professor Marco Peresani.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo