Venezia - È stata inaugurata, alla presenza dei reali di Spagna Juan Carlos e la moglie Sofia, in visita privata, la mostra dedicata a Salvator Dalì, che sarà aperta al pubblico a Palazzo Grassi a Venezia fino al 16 gennaio. Alla cerimonia inaugurale, davanti a circa mille invitati, hanno preso parte, tra gli altri, il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani, la collega spagnola Carmen Calvo Pojato, il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo, il sindaco di Venezia, Paolo Costa. Urbani ha posto l'accento sul futuro di Palazzo Grassi indicando sostanzialmente che continuare sulla strada delle mostre ad altissimo livello sarebbe il modo migliore per ricordare le due persone che l'hanno voluto. L' esposizione veneziana è destinata probabilmente ad aprire un nuovo rapporto tra l'artista catalano, nato cento anni fa e morto nel 1989, e il grande pubblico, che spesso ha conosciuto solo l' aspetto istrionico di una persona che invece ha contribuito a segnare in modo determinante la produzione di un movimento, quello surrealista, da cui fu cacciato nel 1939.
Venezia: inaugurata l'esposizione dedicata a Dalì
Venezia - È stata inaugurata, alla presenza dei reali di Spagna Juan Carlos e la moglie Sofia, in visita privata, la mostra dedicata a Salvator Dalì, che sarà aperta al pubblico a Palazzo Grassi a Venezia fino al 16 gennaio. Alla cerimonia inaugurale, davanti a circa mille invitati, hanno preso parte, tra gli altri, il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani, la collega spagnola Carmen Calvo Pojato, il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo, il sindaco di Venezia, Paolo Costa. Urbani ha posto l'accento sul futuro di Palazzo Grassi indicando sostanzialmente che continuare sulla strada delle mostre ad altissimo livello sarebbe il modo migliore per ricordare le due persone che l'hanno voluto. L' esposizione veneziana è destinata probabilmente ad aprire un nuovo rapporto tra l'artista catalano, nato cento anni fa e morto nel 1989, e il grande pubblico, che spesso ha conosciuto solo l' aspetto istrionico di una persona che invece ha contribuito a segnare in modo determinante la produzione di un movimento, quello surrealista, da cui fu cacciato nel 1939.
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