Non starà pensando di mettere all'asta anche il campanile del Duomo? Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone abbozza una smorfia. «Mi piacerebbe non mettere all'asta alcun immobile. Ma, a meno di milionarie vincite al Lotto, devo, se voglio salvare l'ente dall'orlo del baratro». In un anno di presidenza, Gabellone ha dovuto fare i conti anche con i numeri, pur non essendo propriamente un uomo di numeri (è farmacista). «Abbiamo ereditato una situazione finanziaria disastrosa - dice -. La gestione allegra delle precedenti amministrazioni ha fatto sì che si accumulassero 15milioni di debito. Un problema cui adesso stiamo cercando di porre rimedio». Il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni , di cui il Corriere del Mezzogiorno ha riferito ampiamente nei giorni scorsi, è uno dei rimedi. «È un piano a cui tengo molto. La gestione immobiliare è uno strumento strategico per questa amministrazione. Perché se da un lato ci permette di alienare immobili che non possono essere destinati a servizi provinciali, dall'altro ci dà la possibilità di riqualificare, tutelare e utilizzare un patrimonio oggi in stato di degrado, con ricadute positive per l'occupazione e il turismo». Si riferisce all'Abbazia di Santa Maria di Cerrate? «Erano decenni che sentivo parlare della necessità di recuperare questo splendido complesso. Ecco, noi l'abbiamo fatto. Oggi c'è un bando pubblico per affidare ristrutturazione e gestione ad un soggetto esterno». E c'è anche un candidato eccellente. Il Fai ha dichiarato tutto il suo interesse alla cosa. «Sono felice che una Fondazione così importante sia interessata al nostro patrimonio storico e architettonico. È chiaro che con il Fondo Ambiente Italiano il nostro territorio entrerebbe all'interno di circuiti culturali nazionali e internazionali. Però mi preme chiarire una cosa: è un bando pubblico cui possono accedere tutti, vincerà il progetto migliore. La nostra bussola è la trasparenza assoluta negli atti, non abbiamo scelto la strada degli affidamenti diretti, come invece voleva fare la precedente amministrazione». Passiamo alle alienazioni: l'ex convento dei Cassinesi. I suoi predecessori, Ria e Pellegrino, hanno tentato di venderlo senza successo. Perché lei dovrebbe riuscirci? «Perché intendo andare fino in fondo, superando anche il parere contrario della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici». E cioè, cosa intende fare? «Proporre ricorso al Tar o in alternativa al ministero dei Beni culturali contro il provvedimento firmato dal direttore regionale, l'architetto Ruggero Martines, che è in conformità con quanto lui stesso ci aveva anticipato nel corso di alcune riunioni tenutesi qui in Provincia». Cosa vi aveva anticipato? «Che il complesso dei Cassinesi non può essere frazionato, motivo per cui non ha autorizzato la vendita. Decisione contro la quale ci appelleremo». Sta dicendo che vuole adottare la linea dura? « «La mia è una linea obbligata. Abbiamo tentato di mettere in vendita altri immobili, che però non hanno trovato acquirenti. Ora, se vogliamo ripianare i debiti, dobbiamo passare a quegli immobili per i quali c'è una richiesta di mercato. Ed è il caso dei Cassinesi, verso cui c'è tutta l'attenzione degli operatori commerciali. La vendita per lotti ci permetterebbe non dico di azzerare, ma di limitare fortemente il nostro debito». Ma è un po' come vendere i gioielli di famiglia: di solito si tramandano, non si mettono all'asta. «È vero. Ma non vendiamo per acquistare un'imbarcazione o un'auto di lusso. In questo caso è necessario vendere perché siamo in una situazione vicina al precipizio. La gente capirà».
LECCE Siamo obbligati a vendere e adotteremo la linea dura. Così Gabellone sulle alienazioni degli immobili
Il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, sta considerando di mettere all'asta il campanile del Duomo e altri immobili per risolvere i problemi finanziari dell'ente. Ha già alienato l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate e ora cerca di vendere l'ex convento dei Cassinesi. Gabellone sostiene che la vendita è necessaria per evitare che la provincia sia costretta a chiedere aiuto ai governi. Ha anche affermato che la vendita non è una scelta personale, ma una necessità per il bene dell'ente. Il presidente ha anche chiarito che la vendita non è una decisione unilaterale, ma che ci saranno banchi pubblici per valutare i progetti e scegliere il migliore.
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