Il Comune vorrebbe buttare giù l'ex oratorio, ma la soprintendenza non può dare l'ok perché è pericolante Palazzo Vecchio vorrebbe abbatterlo. Ma per farlo, dovrebbe prima ristrutturarlo. È il paradosso dell'ex oratorio all'incrocio fra tre strade: via Perfetti Ricasoli, via Panciatichi e via Fanfani. Da anni cade a pezzi, eppure rimane tutelato dalla soprintendenza ai beni artistici e architettonici. L'unica possibilità per togliere il vincolo sarebbe verificare il valore del patrimonio, ma peccato che i tecnici non possano entrare perché pericolante. E al Comune, proprietario, toccherebbe fare i lavori. Sono stati i cittadini della zona a farsi avanti con Comune e Quartiere per demolire la struttura. Ponteggi Il rustico all'incrocio tra via Perfetti Ricasoli, via Panciatichi e via Fanfani al centro della polemica (foto CambiSestini) Dell'antico oratorio del Settecento si vede infatti ben poco. Quello che rimane è un edificio avvolto da un telone verde che copre le impalcature intorno, per evitare un crollo, e tutt'intorno alti rovi. Ma cosa nasconde di tanto prezioso? Nel 1400 fu costruito un tabernacolo, che nel 1700 fu ampliato con una cappella dove c'erano alcuni affreschi di Lippi. La struttura venne ereditata dalla famiglia Rucellai e nel 1944 il Comune ha proceduto all'esproprio. Anche se non è ancora chiaro se sia diventato proprietario di tutto, o soltanto la cappella esterna. Palazzo Vecchio ha contattato la soprintendenza per chiedere che venisse esaminata la richiesta di svincolo, che prevede una verifica sullo stato del bene. Così un gruppo di tecnici si sono presentati al rustico, ma nessuno è riuscito a entrare: il tetto è crollato e i muri sono pericolanti, troppo pericoloso: «Abbiamo provato a entrare racconta la soprintendente Alessandra Marino ma di fatto non è stato possibile. La conservazione di questo edificio è attualmente precaria, e non conosciamo lo stato dei beni. È un esempio di cappella gentilizia da cui discende il vincolo. Non si tratta di un oratorio qualunque, ma di un rustico con un passato che fino agli anni '80 era anche fotografabile». C'è una possibilità per portare avanti l'analisi della soprintendenza: «Per poter effettuare la verifica continua Marino la proprietà deve metterci in condizione di farlo materialmente, senza rischi». E dunque effettuare i lavori di ristrutturazione: «Mi sembra assurdo conclude l'assessore ai lavori pubblici Massimo Mattei dovremo fare dei lavori costosi all'edificio, per poi abbatterlo».