Battarra torna nella giunta Petteruti Ho accettato l'incarico perché sono convinto di poter condurre in porto almeno tre o quattro progetti Aveva già ricoperto l'incarico di assessore nei primi due anni di vita dell'amministrazione Petteruti, gestendo la delega al Patrimonio. E quando negli ultimi mesi del 2008, all'atto del primo rimpasto il partito gli chiese di lasciare spazio ad altri per una questione di equilibri interni, lo fece quasi in punta di piedi, senza alcun accenno polemico. Ma ora si sono ricreate le condizioni e il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteturi ha richiamato Enzo Battarra in giunta: per lui le deleghe al Turismo e al marketing turistico, alla Cultura, allo Spettacolo, al riordino degli archivi, alle biblioteche civiche, alla Memoria della città, e alla Toponomastica. Due le priorità: «La biblioteca comunale e il museo di arte contemporanea». CASERTA Aveva già ricoperto l'incarico di assessore nei primi due anni di vita dell'amministrazione Petteruti, gestendo la delega al Patrimonio. E quando negli ultimi mesi del 2008, all'atto del primo rimpasto il partito gli chiese di lasciare spazio ad altri per una questione di equilibri interni, lo fece quasi in punta di piedi, senza alcun accenno polemico. Un contegno particolarmente apprezzato dal sindaco, che pochi mesi dopo lo nominò suo consulente in campo culturale. Già, perché se di mestiere fa il medico dermatologo all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano, Enzo Battarra per passione e competenza è un critico d'arte di fama riconosciuta, con una particolare predilezione per quella contemporanea. E in virtù di quel legame di stima personale, non appena si sono ricreate le condizioni, Petteruti lo ha reinserito nell'esecutivo, attribuendogli le deleghe al Turismo e al marketing turistico, alla Cultura, allo Spettacolo, al riordino degli archivi, alle biblioteche civiche, alla Memoria della città, e alla Toponomastica. Assessore Battarra, la sua nomina a pochi mesi dalla scadenza della consiliatura ha destato non poche sorprese. Perché solo poche settimane fa il commissario del Pd, Ciro Cacciola, aveva espressamente dichiarato alla stampa che riteneva pleonastica la sostituzione di Arturo Gigliofiorito, visto che «13 assessori per un Comune come Caserta sono già troppi». «In effetti, si è trattato di una decisione del sindaco. Anche se immagino che ci sia stato un gradimento da parte del partito». Lei subentra a Gigliofiorito, che dopo l'ultimo rimpasto si era rifiutato di accettare la delega al Turismo, essendogli stata sottratta quella ai Beni culturali, che coinvolge la Reggia e San Leucio. Per lei non è un problema? «Bisogna precisare che sui due monumenti citati, il Comune non ha alcuna competenza diretta, visto che fanno capo alla soprintendenza. Io e il mio collega Antonio Ciontoli, che gestisce la delega ai Beni culturali, al massimo potremo interagire con l'ente di tutela, in un rapporto di proficua collaborazione istituzionale, per organizzare eventi o manifestazioni. In ogni caso, se ho accettato l'incarico, è perché sono convinto di poter condurre in porto almeno tre o quattro progetti importanti prima delle elezioni della prossima primavera». Ce ne citi qualcuno «Beh, innanzitutto il museo d'arte contemporanea, che verrà ubicato nel centro della città, nell'ex convento di Sant'Agostino. È uno dei progetti che ho messo in campo come consulente: ho chiesto a una serie di artisti casertani, alcuni già affermati, altri soltanto emergenti, di donare almeno un'opera per dar vita al primo nucleo di un museo territoriale. Nei giorni scorsi ho fatto un sopralluogo all'ex cenobio: i lavori ormai possono dirsi praticamente terminati, siamo agli ultimi ritocchi. Poi resterà solo da collocare le opere. Entro settembre dovrebbe essere operativo». E gli altri? «Anche la biblioteca comunale è quasi pronta. La ospiteremo nell'ex macello. In questo caso, dobbiamo solo completare l'acquisto delle suppellettili e delle scaffalature. Credo che per la fine dell'anno riusciremo ad inaugurarla, se non ci saranno incidenti di percorso. La speranza, inoltre, è quella di riuscire a realizzare anche un centro culturale polivalente, per offrire ai cittadini, e soprattutto ai giovani, un luogo di incontro, di scambio, di crescita. Ritengo che l'ex caserma Sacchi possa servire perfettamente allo scopo: nelle prossime settimane mi confronterò con i miei colleghi di giunta per verificare la fattibilità dell'ipotesi».