Costabile: «Fa ben sperare il nuovo corso targato Rossella Agostino» reggio calabriaDomani alle 19, al "Casino Macrì", al centro dell'area archeologica di Locri, per iniziativa di Felice Costabile, direttore della Scuola archeologica dell'ateneo reggino, e di Simonetta Bonomi, soprintendente archeologo della Calabria, avrà luogo la donazione del primo nucleo di libri per l'istituzione della Biblioteca del Museo nazionale di Locri. Subito dopo avverrà la consegna della medaglia d'argento della Scuola archeologica della Mediterranea a Cesare Serafino, a conclusione del suo quarantennale servizio nel Museo di Locri. - Professor Costabile, perché questa iniziativa? «L'istituzione della Biblioteca è stata fortemente voluta dal nuovo direttore del Museo, Rossella Agostino. Io ne ho accolto per primo l'appello a costituire un fondo librario, con una donazione a nome della Scuola archeologica reggina e mia personale, cui posso anticipare a nome del prof. Panuccio seguiranno altre contribuzioni, come quella degli "Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria". Mi è sembrato di dover dare un segno di collaborazione, perché Agostino, con efficienza inusitata nella pubblica amministrazione, ha immediatamente abbattuto le deturpanti baracche costruite, negli scorsi decenni, dalla Soprintendenza nell'area museale. È innegabile il valore concreto di tali iniziative del nuovo direttore, ma ne è forse ancor più apprezzabile il valore simbolico, in un'area e in una realtà affetta da incuria e degrado». - Tuttavia solo qualche anno fa è stato inaugurato, dopo il restauro, proprio il Casino Macrì, l'edificio romano riutilizzato nell'Ottocento come villa, dove si svolgerà la manifestazione. Un recupero positivo. «A Locri anche imprese in sé positive sono state realizzate in maniera discutibile: al Casino Macrì sono stati usati cemento e vernici plastiche invece degli intonaci a calce da ripristinare, con risultati devastanti. Son cose che in Toscana, ma anche in Puglia, non sarebbero avvenute». Qual è la situazione del Parco archeologico di Locri? «Dopo mezzo secolo di abusi edilizi nel pieno dell'area vincolata, è arrivato il momento di dare inizio al recupero di uno dei più importanti e trascurati parchi archeologici della Magna Grecia. Per esempio, il thesaurós e la cassaforte litica che conteneva l'archivio di Zeus Olimpio, un monumento unico nel mondo greco per stato di conservazione, è quasi inaccessibile. Per questo all'incontro di lunedì parteciperanno gli amministratori di Locri, il direttore della missione dell'Università di Torino, Diego Elia, e l'archivista di Stato di Firenze, Roberto Fuda. Ma è importante che tutte le autorità non lascino sola una Soprintendenza che si è svegliata dal letargo». Il patrimonio archeologico locrese è tutto conosciuto o resta ancora molto da fare? Ed è noto solo a livello locale? «Finora l'inerzia si è estesa anche alla pubblicazione di scavi e materiali, da decenni trascurati e sottratti alla comunità scientifica. Con alcune eccezioni». - Come si lega, in questo contesto, il conferimento a Cesare Serafino della medaglia d'argento della Scuola archeologica da lei diretta? «Serafino è figlio d'arte, ha calcato l'orma del vecchio padre, "don" Ugo, patriarca dei custodi degli scavi locresi, servitore alla tavola di Paolo Orsi, collaboratore dei grandi Soprintendenti della Calabria: Paolo Enrico Arias (1939-45) ed Alfonso de Franciscis (1954-61). Ugo Serafino assurse alle cronache nazionali quando, nel 1959, recuperò l'archivio di tabelle bronzee del tempio di Zeus Olimpio a Locri, trafugato clandestinamente, assicurandolo alla proprietà dello Stato. Cesare, rifuggendo per la sua natura schiva le luci della ribalta, non ha reso un servizio meno importante ma solo meno noto allo Stato di diritto nella terra dove la violazione è norma. Si è impegnato nella tutela archeologica della Locride, ma ha anche garantito la libertà della ricerca scientifica contro le difficoltà ambientali e l'ottusità della burocrazia». - Ora Serafino s'è congedato. Cosa prevede per il futuro? «Posso dire che a Locri, dopo la nomina dell'Agostino si respira un'aria di salubre rinnovamento. Spero che la Scuola Archeologica possa collaborare con la Soprintendenza nel concludere le indagini iniziate a Marasà. L'architettura del tempio di quella contrada è andata in mostra ad Atene e a Roma, ma attende in Calabria una ricostruzione cui si potrà prestare il nuovo Museo di Reggio, o anche perché no? il Museo civico, che il sindaco ha intenzione di istituire a Locri».(red. rc)
REGGIO C.-Una donazione di libri al Museo verso l'istituzione della Biblioteca
Domani alle 19 al Casino Macrì di Locri, in Calabria, si terrà una donazione di libri per l'istituzione della Biblioteca del Museo nazionale di Locri. La donazione è stata realizzata dalla Scuola archeologica reggina e dal direttore del Museo, Rossella Agostino. La manifestazione sarà seguita dalla consegna della medaglia d'argento della Scuola archeologica della Mediterranea a Cesare Serafino, che ha trascorso 40 anni nel Museo di Locri. La Soprintendenza archeologica della Calabria ha subito in passato abusi edilizi e la situazione del Parco archeologico di Locri è ancora molto discutibile.
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