Nellimmaginario collettivo il bosco è visto come unentità scarsamente produttiva, incapace di incidere nel Pil. Ma le foreste svolgono una funzione ambientale, produttiva, protettiva e sociale che va ben al di là del concetto meramente economico e che proprio per questo è in prima pagina nellagenda internazionale, poiché oggi si parla di biodiversità, effetto serra, energia alternativa. Il bosco, dunque, fa parte di un sistema complesso, che supera lentità territoriale locale e diventa un argomento che riguarda il mondo intero. Alessandro Hoffmann, docente di politica agraria allUniversità di Palermo, nel libro Il bosco racconta. Linee di politica delle risorse forestali, esamina la vasta e complessa normativa in materia con la complicità di una cena a cui partecipano i protagonisti, da sorella Ambiente a sorella Agricoltura, da sorella Foreste a sorella Sviluppo rurale. Si scopre così che già dal '92 lOnu ha diffuso i Principi forestali, quindici regole-base, cui nel 2007 ha fatto seguito lo Statuto per tutti i tipi di foreste. Nel groviglio di competenze, leggi e gestioni che passano dallo Stato alle regioni si arriva così al "particolare" siciliano. Sorella Foreste dice di avere un piano forestale regionale fresco fresco e un portafogli ben nutrito, di ben 300 milioni di euro, che sono tanti, forse il secondo bilancio regionale in Italia. Propositi tanti e buoni, ma non bastano. Ci vuole più impegno per superare le tante lacune. Hoffmann giudica tale piano come «facile da leggere, che parla di come dovrà essere il bosco, ma povero di programmazione finanziaria».