Via Perfetti Ricasoli: per togliere i vincoli e abbatterlo bisogna fare dei sopralluoghi in sicurezza Per gli abitanti della zona è un rudere, rinchiuso dentro una confezione di impalcature e teli verdi. Per gli automobilisti che sfrecciano su via Perfetti Ricasoli è un ostacolo che restringe la carreggiata e obbliga i motorini a sterzare pericolosamente. Lobiettivo del Comune è di abbatterlo il prima possibile. Ma per farlo, dovrà ristrutturarlo. Sul vecchio oratorio dei Lippi, infatti, cè un vincolo artistico, rinnovato a giugno. Per toglierlo è necessario che un esperto entri e possa esprimere una valutazione sulle opere che ci sono allinterno. Cosa che al momento è impossibile, perché la struttura gli franerebbe addosso. La chiesetta segna lincrocio tra via Fanfani e il viale che porta alla nuova Pignone. Dentro cè ancora, o meglio ci dovrebbe essere, lantica cappella gentilizia della famiglia Rucellai, con un tabernacolo del settecento e gli affreschi dellepoca. Dovrebbe esserci perché quando a gennaio i tecnici della soprintendenza ai beni architettonici hanno provato a entrarci, non ce lhanno fatta, perché la costruzione è circondata da erba alta, ma soprattutto è troppo instabile. Nessuno potrebbe immaginare, oggi, che quel rudere contenesse tanti tesori. I muri di pietra sembrano pronti a cedere al primo tocco. Sopra, il tetto è crollato in due punti, tanto che dalle foto dal cielo si vede lerba cresciuta al suo interno. Ma non si possono notare i topi e i gatti randagi, che ne hanno fatto la loro casa, e di cui i residenti si sono più volte lamentati. Per non parlare dei problemi di viabilità, col viale che si restringe a causa delloratorio. Per questo il quartiere 5 e lamministrazione comunale vorrebbero buttarlo giù: «Non è più possibile rimetterlo a posto, ormai non è rimasto niente di artistico», fanno sapere dal consiglio di zona, «è poco igienico per tutti e pericoloso. È un simbolo di degrado che devessere eliminato». Ma a opporsi alla facile soluzione è la soprintendenza, lunica che può chiedere al ministero di togliere il vincolo artistico e permettere che Palazzo Vecchio, proprietario dal dopoguerra, possa abbatterlo: «Da quando ne è entrato in possesso il Comune, loratorio è stato lasciato andare in malora. È vero, oggi potrebbe non esserci rimasto niente di artistico, ma è necessario che sia un tecnico ad affermarlo», fa sapere la soprintendente, Alessandra Marino: «Lunica soluzione è che gli esperti possano entrare a valutare. Per farlo devessere messa in sicurezza la struttura, ed è compito del possessore». Perciò lAmministrazione dovrebbe comunque restaurare la struttura, anche se vorrà abbatterla. «Noi non abbiamo pregiudizi», dice Marino, «ma ci sono delle regole da rispettare».