Roma Il tempo delle parole, delle analisi, degli studi, sta per scadere. Rimangono giusto oggi e domani: poi, per il mondo del libro, si dovrà necessariamente passare ai fatti. Che, in altri termini, significa varare quella legge che attende da anni un governo disposto ad approvarla. Per questo l'Associazione italiana editori ha convocato a Roma in questi due giorni tutti gli attori della filiera produttiva per gli Stati generali dell'editoria. Oltre agli editori di libri ci saranno quelli dei giornali, gli esperti, gli economisti, ma, soprattutto, interverranno le istituzioni: il Governo sarà infatti rappresentato dai tre ministri che si dividono le competenze sull'editoria (Letizia Moratti, Giuliano Urbani e Maurizio Gasparri), chiamati a discutere le tesi degli editori e a chiudere ciascuna delle sessioni in cui è divisa la manifestazione. «È venuto il momento dell'assunzione delle responsabilità dice Federico Motta, presidente dell'Aie . Noi ci prendiamo le nostre, ma lo chiediamo anche a chi deve decidere e indicare una strategia globale sui modi per far crescere il Paese dal punto di vista sociale, culturale ma anche economico». Il titolo scelto per l'evento è di larga portata: «Più cultura, più lettura, più Paese». E più che un elenco di temi e problemi dell'industria editoriale, sarà una riflessione sulla politica di crescita del Paese. I focus sono quelli della formazione-istruzione alla lettura, la promozione della cultura e la sinergia del inondo del libro con gli altri media. «Oramai continua Molta sappiamo fin troppo bene cifre e punti deboli del settore. Dopo tanto parlare è venuto il momento di agire. Non dico che pretendiamo una legge, ma che almeno giungano risposte chiare, che si vada ad aspetti concreti. Speriamo che possa arrivare all'approvazione la legge-quadro, che abbiamo elaborato ed è nelle mani di Urbani». Una legge che dovrebbe favorire una serie di misure per allargare il mercato della lettura: una maggiore diffusione delle biblioteche, agevolazioni per l'apertura e il rinnovo delle librerie (viste come punto strategico per veicolare la cultura), una grande festa del libro annuale sulla scorta dell'esperienza inglese, una maggior presenza del libro in tv, ma anche misure più concrete come una possibile defiscalizzazione per le famiglie sull'acquisto di libri, «Non possiamo accettare continua Motta una risposta del tipo "non ci sono fondi". È stata fatta, per esempio, la legge sul cinema che destina a un settore che fattura 640 milioni di euro, quasi un miliardo di euro. Il nostro è un settore che fattura 3,6 miliardi di euro e chiediamo una legge che non solo potrebbe essere su cifre inferiori, ma si tratta di un investimento per la crescita complessiva della competitività del Paese». I dati strutturali dell'editoria, che verranno resi noti in un Libro bianco divulgato oggi, indicano nel 2003, oltre al fatturato, di circa 53mila titoli tra novità e ristampe, di 254 milioni di copie stampate e immesse nei canali di vendita, ma anche di un indice di lettura troppo basso rispetto agli standard europei. In Italia chi legge un libro al mese (i cosiddetti lettori forti) in un anno sono 2,9 milioni di persone, il 5 dei 55 milioni di italiani con più di sei anni di età. Queste poche persone fanno il mercato del libro, animano i festival e le fiere, tengono in piedi il tessuto delle librerie. Ma anche gli altri consumi culturali non brillano in Italia. Se il 59 degli italiani non legge nemmeno un libro all'anno, anche i lettori di quotidiani non sono legioni. Anche per questo sarà importante costruire sinergie fra questi due mezzi. A partire dal 2002 è esploso il fenomeno dei libri allegati a quotidiani e periodici. Una tendenza in crescita continua: nel 2002 si vendettero 45 milioni di copie per un giro d'affari di 220 milioni di euro; nel 2003 le copie sono state 64 milioni e il fatturato di 328 milioni di euro (41,5 e 49,1 rispetto all'anno precedente). E quest'anno è un dato nuovo il mercato dovrebbe attestarsi intorno alle 72-75 milioni di copie con un fatturato prevedibile di circa 400 milioni di euro, l'11 del mercato complessivo del libro. Una cifra che cresce anche in virtù di un mix di prezzo diverso, visto che dai romanzi si è passati alle enciclopedie, storie universali e così via. L'ultima sessione sarà dedicata al diritto d'autore. Una preoccupazione in più per un'industria circondata dalla pirateria (le fotocopie che minano il sistema del libro universitario), ma anche dall'Unione europea. Che, infatti, è prossima a multarci per il mancato recepimento della norma sul ticket bibliotecario. Ma questa è un'altra questione: e di grattacapo ce ne sono fin troppi.
L'editoria vuole la legge sul libro
Il riassunto è il seguente:
L'Associazione italiana editori ha convocato gli attori della filiera produttiva per gli Stati generali dell'editoria a Roma. Il presidente dell'Aie, Federico Motta, ha sottolineato che è venuto il momento dell'assunzione delle responsabilità e che lo chiedono anche a chi deve decidere e indicare una strategia globale per far crescere il Paese. Il titolo dell'evento è "Più cultura, più lettura, più Paese" e si concentrerà sulla politica di crescita del Paese, con focus sulla formazione-istruzione alla lettura, la promozione della cultura e la sinergia del libro con gli altri media.
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