I beni culturali sono l'unico settore che in Italia fa registrare numeri positivi. Di fronte a una crisi devastante che non risparmia alcun comparto economico, il turismo resta il salvagente a cui aggrapparsi per guardare con ottimismo a un futuro incerto e difficile. Soprattutto il turismo legato ai monumenti e alle città d'arte, che ancora richiama milioni di visitatori. I dati sono incoraggianti: nei primi sei mesi del 2010 per i 419 musei e siti archeologici statali si sono contati due milioni di visitatori in più con un incremento del 12 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009 e un pi 6,45 per cento per gli introiti dei biglietti. Risultati positivi anche in Sardegna con un aumento del 14 per cento di visitatori. Dopo la crisi degli ultimi anni e le perdite del 2009, c'è stata una decisa inversione di tendenza. Se il trend si dovesse confermare si chiuderà l'anno con risultati record. Tutto ciò accade mentre l'Italia sul fronte del turismo mondiale rischia di precipitare dal quinto al settimo posto e mentre Roma si ritrova al quarto posto dietro Parigi, Londra e superata oggi anche da Berlino. Se è vero - come dicono i numeri - che pubblicità e campagne di comunicazione stanno portando pi gente nei musei, è vero anche che esiste una grave carenza di personale e che incombe un problema di risorse economiche. In Sardegna, in mancanza di concorsi, entro cinque anni sarà azzerato il personale archeologo delle Soprintendenze perché nel frattempo gli attuali funzionari saranno andati in pensione senza essere sostituiti. Questo quadro, tra numeri incoraggianti e un presente ancora inquietante per la crisi, è emerso ai margini della visita del supermanager del ministero Mario Resca, in Sardegna per valutare il futuro dei Giganti di Mont'e Prama. Missione difficile conciliare le aspettative (e gli appetiti) di più Comuni poiché tutti vorrebbero accogliere le magnifiche statue nuragiche trovate nel 1974 nei pressi di Cabras. Ovviamente li rivendica Cabras, come li vorrebbe tenere Sassari a Li Punti (nel laboratorio dove si sta concludendo il faticoso restauro di 38 statue). E Cagliari, che vanta il più importante museo nazionale dell'isola. Ed è proprio la cittadella dei musei di Cagliari che pare destinata ad accogliere il grosso delle statue, in attesa che anche Cabras si attrezzi. Nel frattempo Resca ha annunciato l'intenzione di portare alcune statue in giro per il mondo, da Roma a Pechino, per promuovere l'immagine della Sardegna. Scatenando subito le prime polemiche. Nelle aspettative i Giganti, simbolo unico della civiltà nuragica e mediterranea (c'è chi li fa risalire al decimo secolo avanti Cristo), sarebbero un richiamo eccezionale, in grado di attirare l'interesse per la Sardegna e quindi turisti. Resca parla una lingua nuova per i beni culturali: marketing, comunicazione, pubblicità, sponsor, società miste pubblico e privato per la gestione dei musei, vendita di prodotti, libri, gadget e con le attività dell'indotto (ristoranti, trasporti, artigianato). Questa sarebbe la ricetta magica per far vivere i musei che, inoltre, dovrebbero ricevere quasi tutti gli introiti dei biglietti, oggi incamerati dal ministero dell' Economia. Sin qui sembrano progetti stimolanti. Ma dovrebbero essere solo il primo passo per la Sardegna: forse bisogna anche pensare agli scavi non ultimati, ai custodi che mancano, ai giovani archeologici disoccupati, alla ricerca. Ecco, la speranza è che i Giganti di pietra possano fare questo piccolo miracolo.
Sardegna, turismo e beni culturali. L'atteso miracolo dei giganti di pietra
In Italia, il settore dei beni culturali è l'unico a registrare un aumento dei visitatori, con un 12% di incremento nei primi sei mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009. I dati sono incoraggianti, con un aumento del 6,45% degli introiti dei biglietti. La Sardegna registra un aumento del 14% di visitatori. Tuttavia, esiste una grave carenza di personale e risorse economiche. Il ministro del turismo, Mario Resca, ha annunciato l'intenzione di portare alcune statue nuragiche in giro per il mondo per promuovere l'immagine della Sardegna. Questo ha scatenato polemiche.
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