Il primo cittadino ha promesso un'indagine interna, ma l'esito resta ancora nebuloso Sono tanti i lati oscuri della vicenda del gassificatore progettato dalla Delca a Lugnano. Un impianto che ha fatto cadere dalle nuvole il Comune. Nessuno sapeva niente: così si vuole far credere. È stata aperta un'inchiesta interna, ha detto il sindaco. Ma a distanza di un mese dall'annuncio del primo cittadino ancora non si sa che esito abbia avuto l'indagine negli uffici comunali. Intanto, Marrica Giobbi, consigliere d'opposizione del gruppo "Per i cittadini", insiste nel chiedere come sono andate le cose. «E' caduto nel vuoto l'appello che ho rivolto a maggioranza ed opposizione, d'inserire il gassificatore di Lugnano in un punto all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Ho comunque avanzato dubbi e perplessità su questa vicenda nebulosa con due specifiche interrogazioni trattate nella seduta del 30 luglio». Giobbi puntualizza alcuni aspetti della singolare vicenda: «Il sindaco, che sostiene d'aver preso coscienza del problema solo a giugno scorso, dopo un anno, difende una posizione insostenibile, perché il 5 agosto 2009 sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana la Delca comunica l'avvenuto deposito del progetto presso gli enti interessati: Comune di Vicopisano, Provincia, Asl 5 e Arpat. E proprio la mancanza di osservazioni del Comune e la sua assenza dalle due conferenze dei servizi alle quali era stato regolarmente invitato, portano alla determina 4996 del 19 novembre, che esclude il progetto dalla Valutazione d'Impatto Ambientale, asseverandone la conformità urbanistica e inviandola al nostro Comune, che ancora una volta finge di non aver ricevuto nulla e continua a tacere fino al 30 giugno scorso quando in un comunicato flash il sindaco si dichiara contrario al gassificatore della Delca». Poi cosa fa? Invoca l'indagine interna agli uffici per individuare dei responsabili «nell'evidente tentativo di scaricare colpe squisitamente politiche sui funzionari. In questa vicenda dai contorni ambigui dove si è giocato sulla pelle degli ignari cittadini, che non si sono voluti informare, ci sono degli evidenti conflitti d'interesse: lo studio dell'assessore Matteo Ferrucci, per sua stessa ammissione, confeziona il bilancio consuntivo della Delca, che apre uno scenario in cui è possibile ipotizzare di tutto, anche perché non mi risulta che l'assessore si sia autoescluso da qualsiasi decisione riguardante detta società. Poi c'è il ruolo non chiaro del consigliere Omar Retini, che per l'Ecofor si schiera a favore dell'inceneritore di Gello, mentre si dichiara contrario per quello di Lugnano». Il sindaco, visto che nel 2007 con la giunta Nesti, Malloggi, Sessa, Bacci ed altri «ha premiato la Delca per il progetto sperimentale del gassificatore, dato che la Delca ha avanzato richiesta di "adeguamento produttivo ed energetico" riferendosi evidentemente a qualcosa di preesistente, ci deve spiegare se tale progetto altro non è che la trasformazione dell'impianto sperimentale che ha premiato e che quindi ben conosce». Intanto, continua la grande raccolta di firme, che saranno portate in Provincia.