Scoperta una grotta con il focolare, prezioso l'aiuto dei pompieri Un focolare, resti di cibi dei nostri progenitori e una tana di iena risalenti al paleolitico medio. Sono alcuni preziosi reperti scoperti a Porto Ercole, nella Grotta dei Santi, nel corso di una campagna di scavo portata avanti tra il 21 giugno e il 10 luglio. L'operazione, presentata al comando dei vigili del fuoco di Grosseto, è stata diretta da Pamela Cambogi e Margherita Friguglia della Soprintendenza per i beni archeologici, e realizzata dal dipartimento di scienze ambientali dell'Università di Siena. Hanno collaborato gli atenei di Firenze e Pisa, ma anche il comando dei vigili del fuoco che ha fornito personale e mezzi nautici per il trasporto e gli scavi. Lo scavo va avanti dal 2007 e proseguirà in futuro. «Stiamo parlando del paleolitico medio e quindi dell'uomo di Neanderthal che ha abitato la grotta in un'età imprecisata - spiega Adriana Moroni, docente di paleantropologia dell'Università di Siena - Il periodo va da circa 115mila anni a 35mila anni fa». Un'epoca importante nella quale la grotta (che oggi si presenta a due livelli spaziali e temporali, uno abitato da uomini e un altro da una iena) doveva presentarsi molto diversa da oggi. Non a picco sul mare ma nella terraferma, in una sorta di pianura alluvionale. I reperti trovati, oltre ad alcune «strutture importanti come un grandissimo focolare a più strati di cenere e carboni - prosegue Moroni - sono costituiti per lo più da fauna: resti di animali che i nostri progenitori neanderthaliani cacciavano per cibarsi, ma ci sono anche molti strumenti in pietra di cui si servivano per cacciare».