I lavori lungo corso Matteotti per ridare splendore alla scultura grazie al contributo del Lions Jesi La città celebra il suo figlio illustre, Giovan Battista Pergolesi, nel terzo centenario della nascita. E pazienza se improvvise sforbiciate alla cultura imporranno di rivedere i programmi per dare il giusto risalto al compositore jesino. Intanto, l'amministrazione comunale e il Lions club cittadino si sono già messi al lavoro su un bene collettivo e caro alla città, la statua monumentale in piazza Pergolesi che esalta la figura del compositore attraverso alcune tra le sue opere più famose, dallo Stabat Mater all'Olimpiade, passando per la Serva Padrona. La statua realizzata in marmo di Carrara dallo scultore Alessandro Lazzerini nel 1910, in occasione del bicentenario della nascita di Pergolesi - è stata aggredita dal tempo e dalla resina dei pini che ombreggiano la piazzetta. Venti anni fa, il Lions pagò un intervento di ripulitura. Ma contro il tempo, non è bastato. Ora, il Lions investe di nuovo (11.000 euro circa) per il nostro Pergolesi. E a riportarlo all'antico splendore, ci penserà lo scultore Massimo Ippoliti. Lo abbiamo incontrato, tra le impalcature e la polvere. "Al concorso pubblico per realizzare questo bellissimo monumento parteciparono anche degli jesini - ci racconta - ma alla fine, ad avere la meglio fu il toscano Alessandro Lazzerini. E nonostante questo, alla città il monumento è molto caro". Quante ore lavora al giorno? "Dalle sei del mattino alle 13, ma devo marciare spedito se voglio consegnare l'opera in tempo per settembre". In che consiste il suo intervento? "Sostanzialmente, si tratta di un intervento classico di pulitura a impacchi con carbonato di ammonio, che riporta il marmo alla naturale colorazione". Quali le difficoltà di intervenire su un monumento così? "Le piogge acide hanno dilavato la superficie specie nelle parti alte. Le parti più tenere sono state consunte, tanto che il viso, così consumato e aggredito, sembra rigato di venature. Inoltre, le resine degli alberi qui attorno hanno reso il marmo scuro e appiccicoso, quindi per eliminare questa orrenda colorazione scura devo andare sotto la patina della pece: un intervento che su questo tipo di materiale deve essere determinato, forte. Invece con le prescrizioni ricevute dalla Soprintendenza delle Marche (che supervisiona l'intervento su progetto dell'architetto Sergio Bonelli e attraverso il soprintendente Salvati), rischio di avere un risultato non ottimale e che faccia riancòrare lo sporco". Alcune parti del monumento sono però deteriorate? "Si, in particolare l'archetto del violino e le dita del compositore. Ma su quelle dobbiamo attendere le indicazioni della Soprintendenza. Se mi darà l'ok, potrò ricostruirle, unendo il mio lavoro di scultore a questo di restauratore". Poi? Le ultime fasi? "Cospargere il monumento di biocida per impedire la crescita dei funghi. E il Comune penserà a sistemare una pompa per il riciclo dell'acqua che fuoriuscirà dalla fontana in tre zampilli, oltre a quattro luci bianche a incasso sul perimetro della vasca, almeno questo è il progetto che sottoporremo alla Soprintendenza per valorizzare con giochi di luci la fontana". talita frezzi ,