Intonaci colorati e strutture principesche Alla luce le rare decorazioni di impronta orientale volute dai regnanti del VII avanti Cristo Tarquinia, la più potente fra le città etrusche, è conosciuta soprattutto per la bellezza delle tombe dipinte, giudicate Patrimonio dellUmanità dallUnesco. Un primato a cui si aggiunge ora anche quello delle pitture più antiche ritrovate in una sepoltura. Nel corso della terza campagna di scavo nella Tomba della Regina, allinterno della necropoli chiamata della Doganaccia, gli archeologi hanno riportato alla luce un ambiente decorato da una fascia di intonaco colorata di rosso su cui sono visibili alcune figure che risalgono allinizio del VII secolo avanti Cristo. Fino ad oggi quella stessa, altissima, datazione era stata individuata in pittura soltanto per una tomba della vicina Veio: ma, grazie allo scavo condotto dalla Soprintendenza archeologica per lEtruria meridionale insieme allUniversità di Torino e con il contributo della Regione Lazio, Tarquinia si accosta a questo primato. Le figure nella Tomba della Regina sono, con ogni probabilità, animali: «Forse - spiega Mariolina Cataldi, della Soprintendenza per lEtruria meridionale - riconducibili ad un volo di uccelli che poteva avere valore augurale per il defunto che veniva così accompagnato nellaldilà, come si vede in altre sepolture». Ma lo scavo non è ancora ultimato e altre immagini, più chiare e magari con altre figure, potrebbero essere riportate alla luce. Quella che si può definire più antica tomba etrusca dipinta mai scavata è il sepolcro costruito per un Lucumone, ovvero un principe etrusco ed è comunemente detto Tomba della Regina per associazione con la "gemella", detta del Re, che gli si trova accanto. Due veri monumenti in tufo collocati proprio su una delle vie daccesso alla necropoli: oggi tutti possono vederne la magnifica, imponente gradinata di accesso mentre quella del Re venne scavata nel 1928, sia pure senza cura stratigrafica. In sei settimane di tempo la missione guidata da Alessandro Meldolesi ha lavorato intorno allanticamera della tomba circolare che si estende sulla collina, con un diametro di 40 metri e a un piazzale destinato alle cerimonie funebri: nellinsieme è emersa una planimetria che ricorda le tombe reali di Salamina di Cipro, a conferma dei contatti dei principi etruschi con lOriente. Lanalisi degli archeologi ha evidenziato come nelle decorazioni venisse utilizzato un tipo di intonaco detto di gesso di alabastrino, comune a Cipro: «Questa tomba è stata realizzata da maestranze del Mediterraneo orientale - conclude Cataldi - in Italia per soddisfare le richieste di una classe nobiliare esigente e raffinata». Lo scavo chiude: stasera lultima visita guidata (intorno alle 18,30), per il prossimo anno si cercano fondi e magari sponsor.