LA NOVITÀ PER LA PRIMA VOLTA UN PADIGLIONE DEDICATO ALLE IMPRESE. «DOBBIAMO RAFFORZARE L'ALLEANZA CON GLI ARCHITETTI» L'Ance: «In Italia case più accoglienti che altrove, Ma manca la cultura dell'esterno» Gli architetti e l'impresa esecutrice: un rapporto a volte conflittuale, che dura da migliala di anni. Però, quando le cose vanno bene, sono solo i primi ad acquistare fama e prestigio. L'Ance, (Associazione nazionale dei costruttori edili, 101 associazioni territoriali, 20 organismi regionali, oltre 20 mila imprese aderenti) tenta di riequilibrare questa «disparità» di immagine. E per la prima volta il mondo dell'edilizia si presenta alla Biennale Architettura con un suo padiglione. Scopo di questa partecipazione, far crescere la consapevolezza del ruolo dell'impresa, non solo tra chi si occupa della progettazione ma anche tra il grande pubblico. Compito non certo facile in un Paese come l'Italia dove sono diffusi la speculazione, l'abusivismo edilizio, il lavoro nero, le procedure e le lavorazioni «spannometriche» e il progetto «modello fai-da-te». «E invece vogliamo far capire che ci stiamo impegnando per una cultura della qualità in ambito costruttivo dice Claudio De Alber-tis, presidente dell'Ance . Bisogna dire che, malgrado tutto, in Italia c'è una discreta cultura dell'abitare. Mediamente le nostre case sono più accoglienti, meglio rifinite e più raffinate di quelle francesi o tedesche. Però manca quella "passione" per l'esterno, per l'estetica e per la qualità dello spazio circostante. Anche per questo;, oggi, sono sempre più numerosi i miei colleghi costruttori che scelgono di lavorare con professionisti capaci e affidabili, in grado di dare, con la loro esperienza, valore aggiunto all'architettura». Per comunicare queste intenzioni l'associazione ha incaricato lo studio «Antonio Citterio and Partners» di progettare uno spazio ad hoc, nel padiglione dell'Australia, accanto alla sede per le attività didattiche: «Abbiamo curato l'allestimento del padiglione proiettando dei filmati (di cantieri, ovviamente) su teli in pvc, utilizzando suoni e colori, in modo da enfatizzare il ruolo del costruttore racconta Farchitet-to Patricia Viel, socio cofondatore dello studio Citterio . In base alla nostra esperienza, il progetto porta, infatti, valore aggiunto e qualità al lavoro dell'impresa, il nostro studio si occupa di progettazione in maniera molto trasversale, dalle maniglie fino agli edifici. Nel processo di progettazione noi ci occupiamo delle finiture. dei materiali, di tutti i dettagli fino ad arrivare alla realizzazione. Grazie a questo modo di lavorare, la qualità del fabbricato, del particolare, i problemi di realizzazione e manutenzione vengono definiti a monte. In oltre vent'anni di lavoro non abbiamo mai avuto contenziosi con l'impresa o il committente. Quando nascono simili problemi significa che la qualità è venuta meno». Ma le iniziative dell'Ance non si esauriscono con questo episodio alla Biennale: «Abbiamo un rapporto ormai storico con l'Istituto nazionale d'Architettura e con l'Istituto nazionale di Urbanistica riprende De Albertis . Di recente abbiamo iniziato una collaborazione con le università».