Un altro tesoro, nelle Eolie, a Panarea stavolta. Tra i cento e i centoquaranta metri di profondità, infatti, sono state individuati e scandagliati, altri quattro relitti di navi greco-italiche, risalenti a unepoca compresa tra il III secolo avanti Cristo ed il I dopo Cristo. Navi tutte cariche di anfore, il più delle volte perfettamente integre che hanno bisogno solo di essere recuperate ed esposte nei padiglioni del Museo archeologico eoliano "Luigi Bernabò Brea" a Lipari. Reperti, quelli di Panarea in taluni casi mai rinvenuti prima dora in acqua. Alcune anfore, infatti, definite a bocca larga, erano state sì individuate su terraferma ma mai nelle navi. Questo testimonia, insomma, che dal porto di Lipari, chissà per quale destinazione, partivano queste navi colme di brocche che contenevano generalmente prodotti alimentari. Le anfore individuate nei fondali di Panarea sono moltissime. Basti pensare che ognuna di quelle navi trasportava dalle 1000 alle 1500 anfore. Navi e carico sono stati individuate a largo tra Cala Junco e lo scoglio di Basiluzzo. «La scoperta che abbiamo effettuato in questi fondali - dicono il professor Sebastiano Tusa, responsabile della Sovrintendenza del mare, ed il professor Michele Benfari, direttore del Museo archeologico di Lipari - è assolutamente sensazionale. Cè la possibilità di riscrivere, pur se parzialmente la millenaria storia dellarcipelago eoliano. Cè bisogno - continuano gli studiosi - di una vera e propria campagna per cercare di individuare e recuperare tantissimi altri relitti che giacciono sui fondali eoliani». Proprio per affrontare una campagna di scavi capillare fin dal prossimo anno, unità navali attrezzate con apparecchiature sofisticatissime, scandaglieranno i fondali nella speranza di individuare altre tesori.