Dopo il sismologo Boschi, Gustapane ieri ha sentito il Commissario La procura ha chiesto le carte del recente summit in Comune con Atc e Soprintendenza A sorpresa, dopo il sismologo Enzo Boschi, è arrivata ieri in Procura il commissario Anna Maria Cancellieri con le carte del summit recente a Palazzo DAccursio. Il pubblico ministero Antonello Gustapane sta accelerando i tempi dellinchiesta sul Civis, aperta da tempo sulla base di due esposti presentati da Fabio Garagnani e Italia Nostra. Uninchiesta nella quale si è inserito lallarme sulla stabilità delle due torri lanciato da Boschi. Il quale, due giorni fa, aveva parlato a Gustapane del vertice tenuto a Palazzo dAccursio dalla Cancellieri con i tecnici comunali, Atc e la Sovrintendenza e aveva aggiunto che sarebbe stato necessario ascoltare altri esperti «indipendenti» e non basarsi semplicemente sul parere, rispetto al rischio che correrebbero le torri, di coloro che il progetto lhanno fatto e approvato. Al vertice sono stati visionati i documenti tecnici che riguardano il progetto del tram su gomma che divide la città e sono proprio questi gli atti chiesti da Gustapane alla Cancellieri, in particolare la valutazione di impatto ambientale (Via) del 2002 e un ulteriore screening eseguito nel 2005. Anche questi documenti saranno girati da Gustapane ai due consulenti - il professore Federico Gualandi e lingegner Giulio Maternini di Brescia - da tempo al lavoro intorno alla perizia ordinata dalla Procura, che dovrebbe essere finita e consegnata alla fine dellestate. Italia Nostra, firmataria di uno degli esposti presi in esame, quello riguardante limpatto ambientale del Civis nel centro storico (laltro di Garagnani riguarda le procedure di appalto), ha preso atto malvolentieri della decisione del Commissario di dare il via libera ai lavori del Civis. «Proseguiranno i lavori - scrive in una nota Alessandra Mottola Molfino presidente Italia Nostra - che aprono al passaggio di mastodontici filobus la parte più storica (e conservata) di Bologna. Malgrado le numerose proteste dei cittadini, tra i quali gli stessi operatori del commercio del centro storico». Continua la presidente: «Non è stata applicata da chi di dovere la legge 422004, cioè il Codice dei Beni Culturali, che impone di salvaguardare le piazze monumentali. Lasfalto definitivo di via San Vitale sta a dimostrare uno scempio inammissibile. Scempio che si ripeterà anche in strada Maggiore e in via Rizzoli, perché le lastre di granito - lo dicono anche gli illustri tecnici di parte - fanno aumentare le vibrazioni».