IL 42,8 dei turisti esteri visitano l'Italia attratti dal patrimonio culturale: il primato agli americani. Potrebbe sembrare insolito, ma gli stranieri sono più sensibili degli italiani verso la bellezza delle città d'arte nostrane. È questa una delle indicazioni che emergono da un rapporto pubblicato dall'Enit sul turismo d'arte. Sulla scorta degli ultimi dati disponili dell'Istat (2001), il dossier delinea un quadro interessante, in cui saltano alla luce le grandi potenzialità di monumenti e musei ma al contempo il diffìcile rapporto esistente fra un fenomeno di massa come quello turistico e uno considerato ancora elitario come la cultura. Resta il fatto che la motivazione artistico culturale è senza dubbio uno delle ragioni che spingono gli stranieri a visitare l'Italia: il 42,8 dei 15,3 milioni di arrivi si è recata in Italia per visitare una città d'arte o luoghi di interesse storico-culturale. Degli 11,7 milioni di arrivi italiani, invece, solo il 25,9 ha preferito musei e itinerari culturali a spiagge e divertimenti meno impegnativi. In termini assoluti sono ancora gli americani, con 2,6 milioni di arrivi, i visitatori più numerosi, seguiti da tedeschi (2,3 milioni) e cittadini del Regno Unito (1,6 milioni). Utilizzando un differente approccio, calcolando cioè l'incidenza percentuale dei viaggi d'arte sul totale degli arrivi per ogni nazione, la classifica cambia: il popolo più affezionato alle opere d'arte italiane sono i giapponesi (76,1). In altre parole dei turisti nipponici che trascorrono le vacanze in Italia, quasi quattro su cinque dedicano il loro tempo anche a quadri, palazzi antichi e siti archeologici. Seguono gli americani (70,2), gli australiani(69,9),gli svedesi (69,1) e gli spagnoli (64,9). Con dati di questo genere è facilmente intuibile come la principale motivazione della scelta di viaggio in Italia sia per molte nazionalità proprio quella culturale. E come la via del miglioramento del marketing del turismo d'arte possa risultare la carta vincente per incrementare i flussi turistici. Un accenno ai musei: nonostante nel 2001 ci sia stata una riduzione generalizzata delle visite, i musei italiani, con un calo del 2 rispetto al 2001, hanno rette meglio di quelli di due concorrenti agguerriti come Francia e Regno Unito, Paesi in cui gli ingressi gratuiti sono inferiori. Ma la forza italiana è che può vantare un numero elevato anche di piccoli musei comunali. Le cifre parlano da sole: a Firenze, a fronte di 4,2 milioni di presenze nei musei statali (tra cui Uffizi e Accademia), altri 4,1 milioni di presenze sono state calcolate nei musei comunali e in quelli di altri enti. Il problema è quello di razionalizzare i flussi turistici e, attraverso una serie di misure ad hoc, evitare i disagi a carico dei cittadini e dei residenti di molte importanti città d'arte, Venezia in testa. E proprio il Comune di Venezia ha dato il via nel marzo 2002 a una misura oggetto di polemiche e contestazioni: il ticket sui pullman (150 ), una tassa d'ingresso, intesa dal Comune come contributo di scopo, tesa a contingentare l'arrivo delle migliaia di bus che sbarcano in città ogni anno. A dieci mesi dall'introduzione, il vicesindaco di Venezia e assessore alla mobilità, Michele Mognato, fa il punto della situazione: «Innanzitutto precisa Mognato l'introduzione del ticket non si è riflessa sui flussi disincentivando le visite. È ancora presto per tracciare un bilancio, ma questo meccanismo, unito ad altri strumenti come la Venice Card, è sicuramente un valido aiuto per regolare i flussi. Per ora abbiamo ricavato 7 milioni , che finiranno all'azienda comunale che gestisce il ciclo di raccolte acque rifiuti. Ogni anno i costi aggiuntivi causati dall'inquinamento dei turisti si aggirano sui 12-14 milioni . In questo modo non graviamo sui residenti». In luglio ha preso anche il via il ticket di ingresso, con relativo contingentamento sui lancioni. Anche se fonte di accese contestazioni il ticket d'entrata sembra riscuotere successo. L'anno scorso, in un indagine del Sole 24 Ore-Rapporti (22 maggio 2002), la maggior parte dei sindaci interpellati si erano dimostrati contra-ri a questa soluzione. Ora altre città, oltre a Firenze e Venezia hanno istituito questa tassa, tra cui Lucca e Siena. E probabilmente altre seguiranno l'esempio.
Stranieri "stregati" dall'arte
Il rapporto dell'Enit sul turismo d'arte in Italia rileva che il 42,8% dei turisti esteri visitano l'Italia per motivi culturali, con gli americani che rappresentano il 70,2% di questa percentuale. I giapponesi sono i più affezionati alle opere d'arte italiane, con il 76,1% dei loro viaggi dedicati alla cultura. I musei italiani, nonostante una riduzione delle visite, hanno retto meglio di quelli di Francia e Regno Unito. La città di Venezia ha introdotto un ticket sui pullman e una tassa d'ingresso per regolare i flussi turistici, con un successo iniziale. Altre città, come Firenze, Lucca e Siena, hanno seguito il suo esempio.
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