La Provincia di Pisa non apre nessuna cava e non sfregia colline. Mettono le mani avanti da Pisa: «Abbiamo adottato, come impongono le norme, un piano cave nel quale è previsto un sito sul versante sud-est di una collina coperta da un bosco che il Ptc - Piano territoriale di coordinamento - classifica come trasformabile, quindi di pregio inferiore. Quel versante è tanto nascosto che non si riesce a vedere dalla Ss 68, lato Colle. Questa scelta è uno sforzo di ubicare cave in luoghi che creino il minor impatto ambientale possibile», puntualizzano. Certo, se sposiamo la filosofia del "Nimby" (Not In My BackYard: non nel cortile di casa mia) tutto può essere interpretato come uno sfregio all'ambiente. Ogni Provincia è chiamata dalla Regione a trovare al proprio interno il materiale inerte necessario ai fabbisogni. Il Comune non ha potere decisionale sull'individuazione delle aree estrattive: ha ovviamente titolo a fare tutte le osservazioni del caso. È per questo che prima di approvare un piano lo si adotta e si dà facoltà a qualunque soggetto pubblico o privato di fare osservazioni. Il Comune di Volterra conosce il Piano da ancora prima che fosse adottato. Ha già richiesto di escludere tre siti, tra cui quello di Ulignano. Due richieste sono già state accolte, mentre quella di Ulignano non poteva esserlo perché pretendeva di forzare il Piano cave con previsioni del Regolamento urbanistico, mentre la legge prevede proprio il contrario. Nonostante la nostra convinzione che il sito sia idoneo, abbiamo anche spiegato al Comune come doveva argomentare la propria richiesta perché potesse essere valutata. Bastava fare quello che il Ptc chiamava loro a fare fin dal suo aggiornamento nel 2006: approfondire il quadro conoscitivo relativo al pregio delle aree boscate. Il Comune finora non ha fatto niente di tutto questo.