Gli obiettivi sono il recupero e la valorizzazione La nomina dovrebbe essere ufficializzata stamani. Francesco Colucci, comunque, l'incarico l'ha già accettato. Anche se da poche ore. L'ex direttore dell'Apt, oggi consulente della Camera di commercio, sarà il nuovo presidente dell'Opera delle Mura, l'organismo che ha il compito di sovrintendere, ma anche valorizzare e - in questo caso - rilanciare il più importante monumento della città. Il simbolo di Lucca. Ad affiancarlo, un nuovo consiglio di amministrazione, di cui dovrebbero far parte anche l'ex commissario dell'Opera delle Mura, Giulio Landucci, e forse anche l'ex presidente, Romano Silva. Se il professore non entrasse nel cda dell'ente, dovrebbe, comunque, restare come consulente, come referente storico e culturale. Ruolo fondamentale nel momento in cui Colucci (a nome del Comune) tenta di riportare agli antichi splendori, anche a livello di immagine, con un progetto di restauro in grado di funzionare da collettore di fondi pubblici locali, statali e, ovviamente, comunitari. Un progetto sul quale si potrebbe giocare anche l'immagine dell'amministrazione, in vista delle comunali del 2012. Colucci, come nasce questa sua nomina a presidente dell'Opera delle Mura? «Qualche settimana fa il sindaco mi ha chiesto la disponibilità a impegnarmi in un progetto importante. Considerato che sono stato uno dei primi a sostenere la sua candidatura, mi è sembrato naturale dare la mia disponibilità, sulla base della professionalità acquisita in tanti anni alla guida dell'Apt. È sembrato ovvio, quindi, che l'incarico avesse a che vedere con la promozione, il turismo e la cultura». E quali sarebbero gli obiettivi che l'amministrazione le ha posto? «Le finalità del mio incarico sono sostanzialmente due: il restauro del monumento (di cui nel 2013 si festeggia il cinquecentenario) e la sua valorizzazione massima. Questi obiettivi passano attraverso il reperimento di fondi, anche a livello comunitario. Per raggiungerli mi metterò a disposizione dell'assessore al turismo, Moreno Bruni, con il quale avevo già collaborato da direttore dell'Apt, proprio per la riapertura dei sotterranei e il restauro della Casa del Boia e dell'ex canile, e dell'assessore alla cultura, Letizia Bandoni». Come intende raggiungere questi obiettivi? «A mio avvio sono tre le azioni urgenti da intraprendere. La prima è ricercare, in tempi brevi, l'apertura di tutti gli spazi già fruibili (o fruibili con investimenti minimi) delle Mura, dalle casermette ai sotterranei. Finora è stato aperto il sotterraneo del San Colombano, con un primo sforzo importante dell'amministrazione comunale. Ora dobbiamo andare oltre e far conoscere le Mura ai lucchesi e ai turisti». E le altre due azioni necessarie per il rilancio delle Mura? «Intanto il restauro e la conservazione del monumento. Questa è la fase più delicata dell'operazione, soprattutto a livello di progettazione, in funzione della ricerca dei fondi. In questa fase, a mio avviso, diventa fondamentale il ruolo del professor Silva che, grazie alla sua formazione, può sostenere il progetto dal punto di vista storico e culturale, coprendo competenze che io non ho. La stesura del progetto è quella dalla quale dipenderà la capacità di ottenere contributi per il restauro delle Mura, operazione nella quale devono essere coinvolti gli enti territoriali, dal Comune alla Provincia alla Regione, ma anche lo Stato e l'Unione europea, visto che un monumento del genere è unico al mondo. Se davvero vogliamo raggiungere l'obiettivo di rilanciare le Mura dobbiamo essere capaci di creare una sinergia fra tutte le istituzioni, comprendendo che di fronte alla cultura (che diventa turismo e motore di economia) non ci devono essere steccati politici». Manca, però, la terza azione. «È quella di incrementare gli appuntamenti culturali e le occasioni di richiamo per i turisti. Già prima di mettere mano al restauro è necessario valorizzare al massimo le Mura, per renderle famose, una tappa irrinunciabile di un viaggio in Toscana. E in questo sarà fondamentale lavorare fianco a fianco degli assessorati al turismo e alla cultura dei quali - lo ripeto - mi metto a disposizione».