Manca il personale per curare il sito, unica eccezione le attività del fumetto Musei Lucchesi su facebook. I musei Lucchesi che si avvvalgono del social network, per pubblicizzare iniziative e fare servizio di informazione al pubblico, sono pochissimi. Risentono, per la maggior parte, di un'organizzazione poco moderna dei sistemi di informazione rivolti al pubblico. Una situazione che si nota, ad esempio, per il Museo della Cattedrale (San Martino), il Museo Naazionale di Palazzo Mansi e il museo Nazionale di Villa Guinigi, che dispongono di un sito internet. Spiega Antonia D'aniello, funzionario della sovraintendenza a Palazzo Mansi: «Abbiamo un sito su cui è possibile rintracciare le informazioni utili: www.luccamuseinazionali.it ma a faceebook non abbiamo proprio pensato. Il problema, in realtà è più complesso; una pagina di facebook richiederebbe, infatti, attenzione quotidiana, e non abbiamo il personale che possa occuparsi di questi aspetti. Siamo per lo più storici dell'arte, preferiamo, dunque, dare priorità all'attività scientifica. Per creare e mantenere in vita una pagina del genere, avremmo bisogno, forse, di un gruppo di redazione, crearla e poi trascurarla non avrebbe, invece, senso». Lo stesso vale per Villa Guinigi. Il Museo della Cattedrale, illustre assente su Facebook, si trova nella stessa situazione degli altri due. Tutt'altra storia, invece, per il museo Nazionale del Fumetto che, come spiega il direttore Angelo Nencetti, dimostra un certo interesse per i sistemi di comunicazione telematici: «Abbiamo un sito ufficiale, che l'anno scorso ha subito una rivisitazione completa, in modo da creare un'interazione sia con Facebook che con Youtube. Il nostro sito viene aggiornato quotidianamente e stiamo mo lavorando alla creazione di un blog e di una pagina su Facebook». Donatella Buonriposi, assessore comunale a musei, biblioteche e archivi della città, informa poi che «la maggior parte dei musei lucchesi è statale, non dipendono quindi dal Comune. Ho però già avanzato una proposta per riunire tutte le biblioteche e gli archivi in un unico ente istituzionale, che risponda a criteri di maggiore autonomia, e dipenda direttamente dal comune».