Dalla Val di Cecina a tutta la provincia, Sos di Legambiente Là dove c'era l'erba ora c'è una città. Cantava così Adriano Celentano negli anni'60. Questa canzone ricorda bene la situazione che si presenta oggi anche nella nostra zona con le svariate lottizzazioni che minacciano il verde delle colline toscane. Ultima ma non ultima la lottizzazione nel Comune di Fauglia. Ma è solo uno degli esempi più recenti occorsi nella nostra zona. A Volterra nel novembre 2009 è stato approvato dal consiglio comunale un progetto che prevede la costruzione di un complesso turistico residenziale nel bel mezzo delle colline volterrane. Sarà costruito ristrutturando la villa Casa delle Monache e due edifici adiacenti, e comprenderà undici stabili con 23 alloggi, piscina, campi da tennis e parcheggi. Alla votazione in consiglio comunale si era registrata la contrarietà di un unico parito, Sinistra per Volterra. A Palaia, nel marzo scorso, si è decisa la costruzione di una cinquantina di abitazioni nella vecchia tabaccaia di Forcoli, dove a fine Ottocento si essiccava il tabacco. Le costruzioni riprenderanno gli edifici storici della tabaccaia e ne saranno costruiti di nuovi. Afferma Donatella Salcioli di Legambiente: «C'è un continuo consumo di territorio, e non si tratta di incolpare una parte politica, l'errore viene sia da destra che da sinistra. Si costruiscono villette a schiera destinate a rimanere sfitte, o si danno autorizzazioni per la costruzione di capannoni su terreni che potrebbero essere sfruttati in maniera diversa. I comuni si appellano alla libertà d'impresa ma nessuno tiene conto dei danni al terreno provenienti da un'eccessiva cementificazione, come il mancato rientro dell'acqua piovane nelle falde. Bisognerebbe facilitare il recupero di molti appartamenti che esistono già, anche in centro città, e che sono rimasti disabitati invece di costruire sempre di più impiegando nuovo territorio. Spesso a noi di Legambiente viene mossa l'accusa di odiare il progresso quando vorremmo solo che fosse utilizzato un po' di buon senso. Il costruttore non può essere criticato perchè fa il suo mestiere, noi vorremmo che anche i sindaci facessero il loro». Si mostra più ottimista Sergio Bellagamba, un altro esponente di Legambiente: «Non si può negare che negli ultimi tempi la tendenza generale è verso un eccessivo sfruttamento del suolo, anche nei nostri comuni più piccoli. Si costruiscono sempre più zone industriali perchè i comuni pensano di far cassa ma non tengono conto dei costi permanenti sul piano ambientale generati da questo sfruttamento incontrollato. C'è da dire che, nell'ultimo periodo, ho visto un'apertura di alcuni sindaci. Ci sarebbe bisogno di un coordinamento dei piani strutturali dei vari comuni, e se ne è discusso al convegno dell'Unione Valdera. Inoltre molte lottizzazioni recenti sono state fatte per il recupero di vecchi edifici».