A vendere Stefanella Barsanti e la fondazione intitolata a Benvenuto Tre milioni e duecentomila euro per l'acquisto di 170mila metri quadrati di terreno ed alcuni fabbricati rurali della Tenuta Borbone, là dove via dei Lecci si allarga e lo sguardo si perde sui campi che arrivano fino alla omonima Villa, oggi di proprietà del Comune. L'operazione è quella intercorsa tra la Fondazione intitolata all'ingegnere Benvenuto Barsanti (presieduta da Osvaldo Ceccarelli) per una parte, Stefanella Barsanti per un'altra e Luca Maffucci, noto vivaista, tra i più quotati nel settore non solo in Italia. Che si è aggiudicato una porzione importante della Tenuta dopo che amministrazione comunale e Sovrintendenza hanno rinunciato - come si legge nella delibera della giunta Lunardini - al diritto di prelazione che la legge concede loro. Nei due anni di trattativa, tanto è durata la compravendita, Maffucci ha acquistato dalla Fondazione un terzo del bene in vendita, mentre dall'erede Barsanti ha comprato i restanti due terzi. La prima porzione, quella della Fondazione, è stata stimata da un perito del Tribunale di Lucca. Sia i terreni che i manufatti che insistono in località "la Tenuta" ed "Il Podere" (così è riportato negli atti della Giunta) «sono sottoposti - come ricordano alla Fondazione - a vincolo della Sovrintendenza. Insomma, possono essere utilizzati solo per quello gli usi consentiti nello specifico». Maffucci - che non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni se non quella che «l'operazione non è ancora conclusa e ci sono ancora aspetti da definire» - sarebbe intenzionato ad utilizzare l'acquisto per la propria attività imprenditoriale. Che spazia dalle piante fiorite, alle sementi, a tutto quanto fa giardino. Il futuro di questa fascia di territorio che, con le sue costruzioni, appartiene alla storia della città, sembra essere dunque quello di un recupero a fini agricoli dei fabbricati parte dei quali decisamente in cattivo stato. Così da aggiungere l'attività che Maffucci vorrà creare a quelle già esistenti, agriturismo compreso. Con uno sviluppo alla zona, nella quale gli ettari ed i fabbricati oggetto della trattativa, va ricordato, non sono gli unici esistenti nella zona ancora non passati in mani diverse da quelle della Fondazione o degli eredi Barsanti. Nelle casse della Fondazione entra, a vendita conclusa, una cifra che consente al presidente Ceccarelli di continuare a fare fede agli impegni di statuto, messi nero su bianco da Renato Barsanti al momento della costituzione della Fondazione stessa. «Interveniamo con le nostre risorse - spiega Ceccarelli - al sostegno di quei viareggini che hanno maggior bisogno di cure». Tra questi, per esempio, coloro che - segnalati dal servizio sociale del Comune - usufruiscono grazie al denaro della Fondazione di cure mediche che altrimenti non potrebbero permettersi. Un'attività benefica che necessità di risorse fresche, visto che sempre in base allo statuto la Fondazione non può intaccare il proprio capitale bancario. «Basta chiedere alle assistenti sociali del Comune», conclude Ceccarelli, «per avere il quadro completo dell'attività che mettiamo in campo per i più bisognosi dei nostri concittadini». Sostegno che ha tanto più bisogno di risorse fresche quanto più è pesante il periodo economico. I tempi per chiudere l'intera operazione sono vicini, come conferma lo stesso Maffucci, che parla del mese di settembre come momento definitivo per mettere lo stop alla lunga trattativa.