Lassessore vola da Londra a Istanbul e si prepara a partire per la Cina. Per difendere ovunque "lidentità siciliana" "Occorrono azioni concrete. Come la Lega delle città che vantano radici fenicio-puniche" «Io non faccio ritorsioni. Io prendo decisioni». Non si può dire che non si impegni in prima persona, Gaetano Armao: che si tratti di portare la cultura siciliana allestero o risolvere le lungaggini burocratiche della soprintendenza, lui cè sempre. Per qualcuno, anche troppo. La decisione dellassessore di avocare al suo dipartimento la gestione diretta di tutti i musei e i siti culturali della soprintendenza di Palermo, estromettendo di fatto la responsabile Adele Mormino, è solo lultimo di una serie di episodi che lo hanno portato al centro di cronache avvelenate. Da quando guida la gestione dei Beni culturali, Armao ha lanciato tante campagne. A Londra come a Istanbul, un occhio al Mediterraneo e laltro allAmerica, senza perdersi le suggestioni dOriente: lassessore non si nega mai. Abnegazione o presenzialismo? Determinazione o decisionismo? Un pallino Armao ce lha sicuramente: lapertura verso orizzonti nuovi. Devessere per questo che negli ultimi mesi non ha perso occasione per portare larte e le tradizioni siciliane in giro per il mondo. Maggio è stato un mese fecondo: nel giro di pochi giorni lassessore ha attraversato lEuropa. Prima a Londra per inaugurare unesposizione al British Museum e presentare le manifestazioni in onore di don Sturzo; poi a Istanbul per partecipare alla Commissione cultura del Consiglio dEuropa e benedire la trasferta della lapide quadrilingue del Museo della Zisa. Per consentire anche al popolo turco - era il 15 maggio - di partecipare ai festeggiamenti per lanniversario dellautonomia siciliana. Ma Armao sa guardare anche oltre. Poche settimane fa ha presentato a una delegazione di giornalisti cinesi le sue priorità in vista della trasferta allExpo di Shangai. «Porteremo i nostri gioielli: dagli argenti di Morgantina alla phiale di Caltavuturo, e la musica jazz». Lassessore, però, non si occupa solo delleredità materiale della Trinacria. La sua delega allidentità siciliana, per esempio, la prende molto sul serio. Senza sottrarsi allo scontro politico, come è accaduto con la Lega: «È innegabile che la Sicilia e il sud Italia, prima dellUnità, erano più vicine alla ricchezza e al benessere. Al contrario, erano alcune aree del Nord ad essere più povere». Armao, poi, è uno che rilancia: «La Sicilia si offre come ponte virtuale per costruire un percorso comune tra lEuropa e i paesi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo». In che modo? «Occorrono azioni concrete e congiunte. Come la Lega delle città che vantano radici fenicio - puniche». Per tutelare lidentità siciliana, Armao si è anche inventato le onorificenze "alla siciliana", da affiancare a quelle conferite dal Quirinale: "titolo al merito", medaglia e "benemerenza". Da conferire, ovviamente, a coloro che hanno dato lustro alla Sicilia anche «nello svolgimento di pubbliche cariche». Come lui, per esempio. Lassessore non ha marcato visita neppure un paio di mesi fa, quando confermando il suo spirito di uomo che ama decidere si mise di traverso allo spettacolo di Marco Travaglio al teatro Antico di Taormina, previsto per il 9 luglio. Lì Armao, dopo una ferma opposizione iniziale («Lo spettacolo non è consono con il luogo»), impose un cambio di data «tenuto conto della coincidenza con le iniziative in programma per i festeggiamenti del santo patrono di Taormina». Nessuna censura politica, ci tenne a precisare: solo lennesima strenua difesa dellidentità siciliana.
SICILIA - La metamorfosi decisionista di Armao dalla gestione dei musei alle onorificenze
Lassessore Gaetano Armao si prepara a partire per la Cina per difendere l'identità siciliana. Ha lanciato campagne per promuovere la cultura siciliana in giro per il mondo, come a Londra e Istanbul. Ha anche presentato le sue priorità in vista della trasferta all'Expo di Shangai. Armao si occupa anche di difendere l'identità siciliana, considerandola un aspetto importante per la Sicilia e il sud Italia. Ha anche creato onorificenze "alla siciliana" per riconoscere coloro che hanno dato lustro alla Sicilia. Lassessore è noto per la sua determinazione e decisionismo, e non si è mai arreso di fronte a opposizioni.
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