Insolera: "Offro io i soldi per i viaggi" A rischio anche la nuova struttura per le statue I tagli alla cultura hanno messo in ginocchio le soprintendenze. Che ora restano letteralmente a piedi. Il museo di Reggio Calabria non ha i soldi per finire il restauro della "casa" dei Bronzi di Riace. Intanto la manovra finanziaria convertita in legge impone ad archeologi, architetti e storici dellarte di non usare più lauto propria in missione. Dovranno prendere treni e pullman per raggiungere cantieri di scavo e di restauro, siti aperti al pubblico e necropoli sottoposte allattacco dei tombaroli. «Ma ciò significa il blocco della tutela visto che nella maggior parte dei casi le zone da salvaguardare non sono raggiunte dal servizio pubblico» scrive Irene Berlingò, presidente dellAssociazione nazionale dei tecnici della tutela, nellappello al capo dello Stato. «Lutilizzo del mezzo proprio non potrà dare luogo ad alcun rimborso o copertura di responsabilità civile» ha precisato nella circolare del 30 luglio il soprintendente archeologo di Roma Giuseppe Proietti. E i suoi colleghi di tutta Italia stanno facendo malvolentieri lo stesso. Funzionari e assistenti tecnici (rispettivamente 1700 e 1200 euro netti al mese) non potranno ad esempio più raggiungere i mausolei sullAppia che distano anche decine di chilometri dal centro di Roma. «Stupito e sconcertato», lurbanista Italo Insolera ha messo mano al portafoglio: «Se non lo fa lo Stato, ci dobbiamo pensare noi. Regalerò unauto e la benzina necessaria per garantire viaggi e tutela lungo lAppia». Il neo soprintendente del Friuli Luca Caburlotto non si rassegna: «Abbiamo solo unauto di servizio e per quattro soprintendenze. Vuol dire che continueremo a usare la nostra. Me lo dite se no come raggiungo Illegio visto che lì non arriva neanche il torpedone?». E il segretario della Uil Beni culturali Gianfranco Cerasoli promette: «Bondi corregga questa norma, altrimenti a settembre porteremo tutto il personale a protestare sotto le finestre del ministero». «In Calabria lavorare senza lauto non è pensabile», dice Francesco Prosperetti, direttore dei Beni culturali nella regione dei Bronzi di Riace. I tagli minacciano anche le due sculture: il museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, per terminare il restauro entro marzo 2011, ha bisogno di 9 milioni di euro in più. «Dobbiamo provvedere a ulteriori consolidamenti dei solai, questa è una zona sismica», puntualizza Prosperetti. «A questo non possiamo rinunciare. Se non dovessero arrivare nuovi finanziamenti, apriremmo un museo incompleto. Sono fiducioso, aspettiamo di incontrare il ministro Bondi». Se i Bronzi non andranno in tour, il loro progetto di restauro diverrà protagonista in Giappone dal 28 agosto al 5 settembre. A Izuno e Tokyo, i lavori di recupero saranno illustrati dal direttore del laboratorio di restauro Pasquale Dapoto. Il manager dei Beni Culturali Mario Resca, intanto, non si rassegna: incassato il no per i Bronzi, ha proposto di mandare in viaggio i giganti di Monte Prama, le statue di pietra di età nuragica alte due metri, custodite a Li Punti.
Soprintendenti a piedi bronzi senza museo Per i tagli alla cultura i funzionari non possono più usare lauto
Il governo ha introdotto una norma che impone agli archeologi, architetti e storici dell'arte di non utilizzare la loro auto per raggiungere i siti di scavo e restauro. La norma, che è stata convertita in legge, impone di utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere i siti. Il soprintendente archeologo di Roma, Giuseppe Proietti, ha precisato che l'utilizzo del mezzo proprio non può dare luogo ad alcun rimborso o copertura di responsabilità civile. I funzionari e gli assistenti tecnici, che guadagnano rispettivamente 1700 e 1200 euro netti al mese, non potranno più raggiungere i mausolei sull'Appia.
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