Subito informato il ministro Bondi del progetto di demolizione, «Ora intervenga La Soprintendenza» «Il ministro Bondi è già stato informato, e ha garantito che si interesserà della vicenda». È stato di parola, Vittorio Sgarbi. Pochi giorni dopo aver dato la sua adesione alla crociata anti-abbattimento della palazzina Liberty di piazza San Lorenzo, il noto critico ha subito portato il "caso" gallaratese all'attenzione del ministro per i Beni culturali, che non sarebbe rimasto indifferente all' SOS cittadino. Il prossimo passo, ora, «sarà contattare la responsabile regionale del settore, la direttrice Caterina Bon Valsassina e, spiega il critico d'arte ferrarese. Lo stesso che, nonostante il periodo feriale, sembra non aver alcuna intenzione di tirare i remi in barca finchè non avrà ottenuto quel che cerca: i vincoli della Soprintendenza e, quindi, la salvezza per l'edificio degli anni '20 minacciato dalle ruspe. Una vittoria, questa, che se agguantata riscatterebbe almeno in parte la battaglia persa per mantenere in piedi la villa Liberty di Morazzone, demolita lo scorso ottobre nonostante i tentativi di Sgarbi di fermare i lavori. Ma se per quello non c'è più nulla da fare, per difendere l'immobile all'angolo con via Cavour si sono fatti sentire in molti: partiti politici, associazioni e, naturalmente, il combattivo critico d'arte, invocato nei giorni scorsi da Sandro Pignataro (IncontrArti). E subito dimostratosi pronto a schierarsi contro il piano di recupero di piazza San Lorenzo, approvato lo scorso 26 luglio dal consiglio comunale con i voti della maggioranza e del Pd; quello che prevede l'abbattimento e poi la ricostruzione in fac-simile del palazzo Liberty, con l'aggiunta di qualche apertura sulla facciata, e di un centinaio di parcheggi interrati. In attesa di ulteriori sviluppi da oltre i confini urbani, da Palazzo Borghi non si registrano grandi reazioni; impossibile parlare con il sindaco Nicola Mucci, mentre l'assessore all'Urbanistica Massimo Bossi (che in consiglio si era detto dispiaciuto per la demolizione dell'edificio), l'altro giorno, ha commentato la presa di posizione di Sgarbi con un laconico «bisogna che ne discuta con i proprietari e con i progettisti del piano di recupero in questione (gli architetti Silvana Cutri e Ernesto Pasta ndr), più che con l'amministrazione comunale». Per ulteriori sviluppi bisognerà attendere ancora; quel che è certo, è che della vicenda - in un modo o nell'altro - si tornerà a parlare.