Il sottosegretario Giro prima frena e poi dice: «Non c'è norma che vieta l'apertura» Era il balcone delle «decisioni irrevocabili». Era il balcone degli «otto milioni di baionette». Era il balcone della «riapparizione dell'impero sui colli fatali di Roma». Era, semplicemente, il balcone del Duce. Quello di palazzo Venezia, da cui parlava all'Italia nei momenti decisivi. Ora questo storico balcone potrebbe riaprire. A settembre, secondo indiscrezioni, appena dopo la fine delle vacanze e dopo la fine dei lavori della facciata del palazzo. Qualche settimana fa è partita una ricerca sull'esistenza o meno di una norma che vieti la riapertura di luoghi evocativi. Non c'è. E allora, si è chiesto qualcuno al ministero dei Beni culturali, «perché non riaprirlo?». LA FRENATA Il ministero, ufficialmente, smentisce. «Non abbiamo mai preso in considerazione l'ipotesi di riaprire il balcone di Piazza Venezia», ha detto il sottosegretario Francesco Giro replicando alle indiscrezioni. «Certamente», ha aggiunto, «molti visitatori ci chiedono continuamente dove è e restano anche molto sorpresi dal fatto che sia chiuso e seminascosto alla vista dall'interno. Ma da qui ad avere un progetto per riaprilo, ce ne corre». Il sottosegretario, comunque, ha riconosciuto che «effettivamente non esiste una norma che lo vieti, almeno da quanto ne so. Ma è un progetto che non abbiamo mai considerato». Per qualche settimana il balcone è diventato lo sfondo di una pubblicità in cui spiccava il sorriso di Belen Rodriguez. E si racconta che Muammar Gheddafi, proprio lì sotto, nella sua prima visita ufficiale in Italia, si sia fermato con la limousine e abbia aperto il tettuccio per rivolgersi ad ampi gesti ai turisti. Da quando il museo Nazionale di Palazzo Venezia ha riaperto le porte e ospita mostre importanti il grande pubblico ha potuto ammirare le stanze del Gran Consiglio - si chiamava in realtà sala del Pappagallo perché il Papa vi custodiva creature esotiche come i pappagalli - e quella del Mappamondo, l'ufficio di Mussolini, che vi stabilì la sede del governo nel 1929. Due anni fa per la mostra Il Potere e la Grazia a palazzo Venezia sono arrivati anche Silvio Berlusconi e, per il Vaticano, il cardinal Bertone. Ma quel balcone è rimasto inaccessibile a tutti. Dai tempi di Mussolini. Il Duce si affacciò per la prima volta dal balcone di Palazzo Venezia il 21 giugno 1923, poco meno di un anno dopo essere diventato capo del governo, ed ha subito capito le enormi potenzialità che quel balcone, anche a dispetto della metratura. Scrive il contemporaneista Vittorio Vidotto: «L'asse visivo dominante, legato al dispiegarsi dello sguardo sulla grande mole bianca, veniva ora riorientato verso il palazzo e il balcone, mentre il Vittoriano rimaneva come fondale laterale. Nelle grandi adunate la folla si assiepava anche sulle scalinate del monumento con il volto verso il balcone e le spalle al milite ignoto. Il rapporto dinamico fra la figura e la voce del duce e le risposte, gli echi, i plausi e le grida della folla sottostante erano regolati dal nuovo orientamento dello spazio politico imposto alla piazza». IL DISCORSO Durante il Ventennio Mussolini sfruttò più volte le potenzialità del balcone. Fino, appunto, al fatidico 10 giugno del 1940, quando, davanti ad una piazza gremita, comunicò che l'Italia era entrata in guerra contro la Gran Bretagna e la Francia: «Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano». E ancora: «La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere!» Non fu quello l'ultimo discorso pronunciato sporgendosi da quella balaustra, ma certo è rimasto l'ultimo famoso. Poco più di tre anni dopo, infatti, proprio a palazzo Venezia il Gran consiglio avrebbe sfiduciato il capo del fascismo. Che fu poi costretto a lasciare Roma e a chiudere le finestre sue balcone. Che nessuno ha più riaperto. Almeno fino a oggi.
Palazzo Venezia torna al passato. Riapre lo storico balcone del Duce
Il sottosegretario Francesco Giro ha smentito le indiscrezioni secondo cui il balcone di Piazza Venezia, storico balcone del Duce, potrebbe riaprire. Il ministero dei Beni culturali ha ufficialmente smentito l'ipotesi di riaprire il balcone, che è rimasto chiuso e seminascosto dall'interno del palazzo. Giro ha riconosciuto che non esiste una norma che vieti la riapertura, ma ha anche affermato che il progetto non è stato mai considerato. Il balcone è stato chiuso dopo la caduta del fascismo e non è stato riaperto da allora.
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