Sole 24 ore 482010 Beni culturali. Oggi pubblicato il bando per il restauro del monumento Lorenzo Parlati I gas di scarico delle automobili stanno sbriciolando il Colosseo. E' questo in sostanza che i tecnici della Soprintendenza archeologica di Roma hanno confermato poco tempo fa, un fatto di una gravità inaudita. Il fenomeno non è purtroppo nuovo, si conosce dagli anni 80: era il 1978, quando il soprintendente archeologico di Roma denunci le drammatiche condizioni dei monumenti romani corrosi dall'inquinamento. Nonostante sia il più importante monumento al mondo, l'Anfiteatro Flavio rimane ancora oggi purtroppo un pre-stigioso spartitraffico. E' chiaro allora che l'importante restauro del monumento (il cui bando per la ricerca di sponsor esce sulla Gazzetta Ufficiale e su due quotidiani internazionali proprio oggi) si deve accompagnare all'immediata pedonalizzazione dell'area, prevedendo la completa chiusura al traffico privato di via dei Fori Imperiali, dell'intera piazza del Colosseo anche dal lato di via Labicana e di via di San Gregorio. Il passare del tempo peggiora la situazione, con l'avanzare inesorabile del processo. Era il 2000, quando Legambiente con la campagna Salvalarte monitorò la situazione dell'inquinamento dell'Anfìteatro Flavio, con risultati molto preoccupanti. Già allora oltre a detenere il primato del monumento italiano più visitato, il Colosseo aveva anche quello dello spartitraffico più prestigioso, con le polveri che facevano registrare picchi di 170 microgrammi per metro cubo, il biossido di azoto che più volte superava i 100 microgrammi per metro cubo e il biossido di zolfo oltre 10 microgrammi per metro cubo. Lo scorso maggio, invece, Legambiente aveva rilevato che di fronte al monumento transitano ogni ora oltre duemila veicoli (dei quali l'81 sono privati tra auto, motorini, pullman turistici, furgoni e camion) e che la quasi totalità del traffico (90,4) arriva da via Cavour e va in direzione di via Labicana. Negli anni 80 decine di migliaia di cittadini parteciparono in massa alle prime chiusure domenicali della via dei Fori Imperiali, straordinarie occasioni per riappropriarsi della città antica. Ora la situazione è ancora peggiore di quanto sapevamo, lo smog assale il Colosseo e i monumenti producendo una reazione chimica a catena che ne sbriciola parti importanti. Da trent'anni si discute della pedonalizzazione. Ora prendiamo atto positivamente delle affermazioni del Sindaco Alemanno, che usa le nostre stesse parole quando dice di non «voler lasciare il Colosseo isolato a fare da spartitraffico». E' il momento di ridare fiato a quelle meravigliose idee, Roma se lo merita.
Chiudere al traffico l'area del Colosseo
Il Colosseo è in stato di grave degrado a causa dell'inquinamento atmosferico, in particolare delle emissioni di gas di scarico delle automobili. La Soprintendenza archeologica di Roma ha confermato che il fenomeno non è nuovo, ma si è aggravato negli ultimi anni. Il bando per il restauro del monumento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e su due quotidiani internazionali. Il restauro si accompagnerà alla pedonalizzazione dell'area, prevedendo la chiusura al traffico privato di via dei Fori Imperiali e dell'intera piazza del Colosseo. La situazione è peggiore di quanto si pensasse, con oltre duemila veicoli che transitano ogni ora davanti al monumento.
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