La notizia è scarna, una frase, un rigo appena: «Le licenze cinematografiche concesse alla Società immobiliare Novoli sono decadute». Firmato Gianbruno Ravenni, nuovo coordinatore d'area (cultura) della giunta regionale toscana. Ma attenti, dietro la freddezza burocratica c'è la soluzione giuridica e politica di una questione lunga e controversa, e una brusca inversione di rotta rispetto alla vecchia amministrazione regionale, che vedeva il fiorire di nuove multisale (possibilmente nel cuore di fiorenti centri commerciali) come una sorta di rinascenza, o almeno come un'ottima soluzione per lo sviluppo di Firenze e dintorni. Invece, salvo improbabili acquisti, legati all'ipotesi al momento inesistente che altre sale storiche chiudano in città, l'ormai famoso Multiplex di Novoli non si farà; e come sottolinea Maurizio Paoli, il vicepresidente dell'Anec da sempre impegnato nella battaglia contro il Multiplex, «il mercato delle vacche (magre) è ormai chiuso». I dirigenti dell'Immobiliare Novoli (a proposito è cambiato il vertice, c'è un politico Pd al posto del manager Marinesi: il dettaglio, forse, non è insignificante) dovranno trovare soluzioni diverse, ammesso che la magistratura (il processo per eventuali scorrettezze edilizie è in corso) non decida per il blocco totale. La decisione presa da Ravenni, ovviamente in sintonia con l'assessore alla cultura Cristina Scaletti e con la giunta regionale, mi pare ottima; magari poteva essere illustrata pubblicamente, ma è agosto, mezza città è in ferie (a cominciare dalle sale cinematografiche). L'importante è che l'eccessiva riservatezza non diventi un metodo di lavoro. Novoli a parte, la Regione (per la sua parte anche il Comune di Firenze) in settembre dovrà affrontare molti problemi e sciogliere parecchi nodi. Ad esempio il rinnovo del consiglio di amministrazione (e dei direttori di settore) della Fondazione Sistema Toscana che da alcuni mesi è fusa con l'ex MediatecaFilm Commission; la verifica dell'andamento (culturale e contabile) dell'Odeon, elegante salotto del centro storico e pubblica «casa del cinema»; il destino del Teatro della Compagnia, acquistato e non usato dalla Regione; il faticoso restauro dell'Alfieri (e questa è roba del Comune) su cui non è facile essere ottimisti. Il piatto è ricco, il «progetto cinema» da costruire, il gioco piuttosto duro. A volte viene però il dubbio che i giocatori (gli amministratori) non abbiano tanta voglia di giocare. Da pagina 1 Ma attenti, dietro la freddezza burocratica c'è la soluzione giuridica e politica di una questione lunga e controversa, e una brusca inversione di rotta rispetto alla vecchia amministrazione regionale, che vedeva il fiorire di nuove multisale (possibilmente nel cuore di fiorenti centri commerciali) come una sorta di rinascenza, o almeno come un'ottima soluzione per lo sviluppo di Firenze e dintorni. Invece, salvo improbabili acquisti, legati all'ipotesi al momento inesistente che altre sale storiche chiudano in città, l'ormai famoso Multiplex di Novoli non si farà; e come sottolinea Maurizio Paoli, il vicepresidente dell'Anec da sempre impegnato nella battaglia contro il Multiplex, «il mercato delle vacche (magre) è ormai chiuso». I dirigenti dell'Immobiliare Novoli (a proposito è cambiato il vertice, c'è un politico Pd al posto del manager Marinesi: il dettaglio, forse, non è insignificante) dovranno trovare soluzioni diverse, ammesso che la magistratura (il processo per eventuali scorrettezze edilizie è in corso) non decida per il blocco totale. La decisione presa da Ravenni, ovviamente in sintonia con l'assessore alla cultura Cristina Scaletti e con la giunta regionale, mi pare ottima; magari poteva essere illustrata pubblicamente, ma è agosto, mezza città è in ferie (a cominciare dalle sale cinematografiche). L'importante è che l'eccessiva riservatezza non diventi un metodo di lavoro. Novoli a parte, la Regione (per la sua parte anche il Comune di Firenze) in settembre dovrà affrontare molti problemi e sciogliere parecchi nodi. Ad esempio il rinnovo del consiglio di amministrazione (e dei direttori di settore) della Fondazione Sistema Toscana che da alcuni mesi è fusa con l'ex MediatecaFilm Commission; la verifica dell'andamento (culturale e contabile) dell'Odeon, elegante salotto del centro storico e pubblica «casa del cinema»; il destino del Teatro della Compagnia, acquistato e non usato dalla Regione; il faticoso restauro dell'Alfieri (e questa è roba del Comune) su cui non è facile essere ottimisti. Il piatto è ricco, il «progetto cinema» da costruire, il gioco piuttosto duro. A volte viene però il dubbio che i giocatori (gli amministratori) non abbiano tanta voglia di giocare.
TOSCANA - FIRENZE - bye bye Novoli, gran finale
La licenza cinematografica concesse alla Società immobiliare Novoli è decaduta. La decisione è stata presa dal nuovo coordinatore d'area (cultura) della giunta regionale, Gianbruno Ravenni. La licenza era stata concesa per la costruzione di nuove sale cinematografiche, ma ora l'Immobiliare Novoli dovrà trovare soluzioni diverse. La decisione è stata presa in sintonia con l'assessore alla cultura Cristina Scaletti e con la giunta regionale. La Regione dovrà affrontare molti problemi e sciogliere nodi in settembre, tra cui il rinnovo del consiglio di amministrazione della Fondazione Sistema Toscana e la verifica dell'andamento dell'Odeon.
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