Da piazza Cavour all'ex Metro, dalle manutenzioni ai project. Tredici mesi di giunta col freno a mano tirato Ancona Una corsa di un anno a ripensare la città. E al dunque piazza Cavour è in alto mare, per l'isola pedonale arriva un arredo temporaneo, e i project - anche quelli con la dichiarazione di pubblica utilità già data - sono ancora molto lontani dal partire. E per le manutenzioni, si attende ancora. Nel frattempo cinque assessori hanno mollato e due - gli ultimi, il Pd Andrea Ambrogini e il vicesindaco Idv Franco Brasili - sono ancora da sostituire. Nel giunta d'agosto c'è un rimescolamento di deleghe e un ultra caricamento del super assessore Paolo Pasquini, che aggiunge all'Urbanistica i Lavori pubblici, il Porto e la Finanza di progetto. Ora si mette mano alle modifiche alla viabilità, che saranno però diverse da quelle annunciate a primavera. Attacca l'attività dell'amministrazione lo sfidante del ballottaggio, il Pdl Giacomo Bugaro. Com'è andata nei primi tredici mesi? Le decisioni assunte Erano due dei quattro capitoli dei primi cento giorni di attività, anche se sono andati in attuazione piuttosto dopo. E si tratta di una riorganizzazione delle zone di sosta veloce immediatamente a ridosso dell'isola pedonale, con la revisione della tariffa e l'ampliamento della possibilità di sosta rapida. E dell'apertura serale del parcheggio Traiano come segnale per la movida. Sono invece al palo gli altri due progetti che Gramillano annunciò per i primi cento giorni di mandato (e di giorni ormai ne sono passati oltre quattrocento). Primo capitolo: la delega alle circoscrizioni per le manutenzione delle aree pubbliche, alla pari della partecipazione dei presidenti alle sedute di giunta e dell'istituzione dei Consigli di zona in forma volontaristica. Altro giro: la riforma della macchina amministrativa comunale. Non c'è ancora stata la riorganizzazione complessiva dei dirigenti. I project tutti bloccati L'assessore Ambrogini l'aveva rimessi tutti in discussione. Il risultato è che, fin qui, non s'è vista una gara. Neanche per i due project financing per cui era stata dichiarata la pubblica utilità e che quindi potevano partire: il parcheggio San Martino e il PalaVeneto, congelati. Nel frattempo, è stato ripensato il riutilizzo del Dorico (inserendo la necessità di una variante per l'introduzione dell'uso commerciale), è stato azzerato il project di piazza D'Armi e non si è messa mano alla finanza di progetto per la piscina olimpionica. Ad un certo punto, si annuncia anche la vendita del Palascherma. Mentre è ancora da appaltare il campo sportivo di Palombare, nonostante i soldi nel cassetto da sempre. In compenso, è finita tra le alienazioni allegate al bilancio preventivo - anche per far tornare i conti - la vendita tout court dell'ex Centrale del latte, per cui invece si era ipotizzato un mix di usi, anche pubblici e al servizio del quartiere e proprio con un project. Incognita piazza Cavour Poteva essere tra i primi restyling da lanciare, con un progetto già approvato dalla Soprintendenza. Invece i lavori di piazza Cavour sono rinviati ai risultati del concorso di idee che toccherà l'intera passeggiata da mare a mare. E di certo non sarà pronta per il Congresso eucaristico del prossimo anno. Così come non ci saranno le pur annunciate risalite meccanizzate per il duomo: non ci sono più i tempi. Il tramonto dell'ex Metro Viene venduta come la soluzione delle soluzioni: un domino di immobili che porterebbe all'acquisto, da parte di una cordata locale, dell'ex Metropolitan di Longarini. Ma alla fine viene meno il perno dell'operazione, perché non si può vendere direttamente ai privati l'ex scuola del Poggio, e i privati non ci stanno in più. E si sono fatti i conti senza la Soprintendenza: il vincolo alla galleria e alla scalinata c'è e rimane, almeno per ora. L'occasione serve però ad aprire un altro fronte: il secondo teatro cittadino. Gramillano e Pasquini puntano sul Coppi (nel domino di cui sopra) e salta il banco: nessuno aveva ancora detto a Collemarino (né ai Pd di Collemarino) di dimenticare i suoi sogni di gloria. Il colpo di scena L'allerta maltempo c'era, eppure il primo febbraio scorso la città è rimasta paralizzata per gli effetti della nevicata del giorno precedente. Due dei tre mezzi del Comune non hanno funzionato, forse non controllati per tempo, e le strade non furono ripulite dal ghiaccio. alessandra camilletti