Bosi, sindaco di Rio Marina, vuole un'isola piena di tunnel e superstrade Il modello è la portoghese Madeira, verdissima ma disseminata di infrastrutture all'avanguardia Basta con l'intendere l'isola d'Elba, per dirla con le parole del curatore della prefazione Giovanni Pallanti, come l'isola di Robinson Crusoe, totalmente incontaminata e riservata al "villeggiante egoista", che vuole circondarsi soltanto di "natura e silenzio". Spazio invece a "una certa idea dell'Elba", questo il titolo del libro (edizioni Libreria editrice Fiorentina) presentato ieri a Firenze da Francesco Bosi, sindaco di Rio Marina, «in grado di garantire per l'isola un futuro di sviluppo, preservandone parallelamente le sue bellezze naturalistiche». L'esempio da seguire, secondo Bosi, è quello della portoghese Madeira, «un'isola verdissima, disseminata però anche di tunnel e infrastrutture viarie all'avanguardia, capaci di far impallidire, al confronto, la provinciale costiera elbana ferma alla sua costruzione avvenuta per opera dei prigionieri di guerra del '15-'18». Secondo l'amministratore Udc, rieletto nel 2006 al secondo mandato con il 73 per cento dei consensi, la terza isola d'Italia, si trova davanti a un bivio: o crescere o morire. «Chiudono scuole, uffici postali, presìdi sanitari, paghiamo tasse sui rifiuti e tariffe sull'acqua, rispettivamente tre volte e due volte più care rispetto a quelle del capoluogo toscano - dice - e il tutto con una disoccupazione giovanile pressoché totale, compensata soltanto in parte, d'estate, dal lavoro stagionale». Di qui dunque l'appello agli elbani: «ribellarsi ai nemici, ai delegittimatori continui, a coloro che vogliono dettare legge contro gli stessi abitanti che sull'isola vivono e vorrebbero continuare a vivere». Per Francesco Bosi, l'Elba, è infatti oggi prigioniera di quel "regime vincolistico" che non permette di fare niente: «soltanto per fare un esempio - attacca - la costruzione di una centrale fotovoltaica nelle vecchia cava del ferro di Rio Marina è vietata dal Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana; ha senso - domanda - tutto questo?». Agli amministratori locali, «vittima negli ultimi anni di una campagna giudiziaria fondata sul nulla», chiede di unirsi e far fronte comune: «è l'ora di rivendicare con forza i nostri diritti senza permettere ulteriormente che il tasso di sviluppo elbano continui a essere di quattro volte inferiore rispetto alla media del resto della costa toscana». Sì quindi al comune unico dell'Isola d'Elba, «a patto però - sottolinea il sindaco di Rio Marina - che tale semplificazione amministrativa venga associata a nuove politiche di sostegno».