DallArs ai sindaci, no bipartisan a nuove ricerche La corsa alloro nero Di Mauro convoca i primi cittadini dei paesi costieri "Non permetteremo questo scempio" la Sicilia va alla guerra del petrolio e invia a Roma un severo stop alle trivellazioni nel mare dellIsola. Lindignazione è generale. Contro la corsa alloro nero, e per chiedere la tutela delle coste, è scattata la rivolta del mondo politico siciliano e degli ambientalisti. E pronti alla mobilitazione, anche nel mese di agosto, sono i sindaci dei paesi costieri, da Trapani e Capo Passero. La Regione, già promotrice di una delibera contro lassalto da parte delle compagnie, chiederà al consiglio dei ministri di impedire nuove ricerche petrolifere nel mare siciliano. Il diktat parte dallArs, che ieri ha approvato allunanimità, e col parere favorevole del governo, rappresentato dallassessore al Territorio e ambiente, Roberto Di Mauro (Mpa), una mozione per impedire nuovi sondaggi nel mare della Sicilia. E già un altolà dal governo è arrivato ieri, con la moratoria alle trivellazioni proposta dal ministro Stefania Prestigiacomo, per dare tempo allEuropa di definire con i 21 Stati costieri una strategia di tutela dellambiente. Una moratoria che ha trovato il sostegno del leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli. In piedi cè la controffensiva dellArs. Primo firmatario della mozione, approvata con voti bipartisan, con la quale si chiede di fermare lo «scempio» attraverso la revoca delle autorizzazioni concesse e lo stop alle altre 20 istanze arrivate al ministero dello Sviluppo economico, è un esponente del Pdl, Vincenzo Marinello, di Sciacca: «Deturpare la costa meridionale della Sicilia con operazioni rischiose per lambiente quali sono quelle della perforazione petrolifera, consentendo a una società (la San Leon, ndr) che non fornirebbe le necessarie garanzie economiche di sfruttare un tratto di costa incomparabile qual è quello che va da Sciacca a Castelvetrano, è assolutamente inaccettabile». Marinello ha chiesto unazione politica forte. «Questa terra vive di pesca e di turismo. Il danno al mare sarebbe gravissimo. Vorremmo sapere inoltre come il governo nazionale ha avviato le procedure di autorizzazione. Non ci sono atti formali». Con la mozione si chiede al presidente Raffaele Lombardo di intervenire sul governo nazionale, chiedendo una convocazione del consiglio dei ministri. Passato anche lemendamento del Pd Roberto De Benedictis in cui si chiede al governo nazionale di riferire in aula allArs entro il 30 settembre sullesito delle richieste di autorizzazione di ricerche petrolifere in Sicilia. «Se venissero avallate dal ministro dellAmbiente - osserva De Benedictis - la nostra costa Jonica si trasformerebbe in una bomba ecologica». Con un ordine del giorno della capogruppo del Pdl-Sicilia, Giulia Adamo, lArs si oppone allinstallazione di una piattaforma petrolifera al largo di Favignana. «Se si scava e si trova il petrolio, non sarebbe solo un danno per la salute e il turismo ma la fine di unintera civiltà», ha ammonito la Adamo, che plaude alla contromisura già presa dalla Prestigiacomo. E se per Bruno Marziano «lArs ha scelto la via dello sviluppo sostenibile», Davide Faraone, anche lui del Pd, insiste perché «la Sicilia si batta contro il governo Berlusconi per mantenere la sua vocazione turistica». Più di tutti a sbracciarsi è lassessore allAmbiente. Di Mauro, di fatto, già per domani, alle 12, ha convocato nella sede di via La Malfa tutti i sindaci dei comuni costieri, per fare fronte comune, e lanciare un allarme che sensibilizzi, in maniera bipartisan, tutta lIsola, anche con la collaborazione dellAnci, e che scateni una sollevazione popolare, insomma, per difendere la Sicilia. «Non permetteremo che si decida la distruzione della Sicilia ad agosto, mentre tutti sono in vacanza. Sappiano tutti che la Sicilia non vuole», si batte lassessore. Anche Di Mauro smentisce lesistenza di autorizzazioni già approvate: «Dopo il rilascio della valutazione di impatto ambientale nazionale, la Sicilia ha 15 giorni di tempo per rilasciare la sua valutazione. E le richieste a noi non sono mai arrivate». «Bisogna fermare le trivellazioni a mare e nel parco degli Iblei», è lappello del "comitato per la bellezza" formato da Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Vezio De Lucia, Desideria Pasolini dallOnda, Paolo Berdini. «Ci uniamo alle proteste già in atto nellisola e rivolgiamo un forte appello ai siciliani, alle istituzioni politiche e a quelle culturali, perché venga bloccata la corsa frenetica alla ricerca di idrocarburi in zone di particolare valore e importanza dal punto di vista paesaggistico e storico-artistico». Il comitato ricorda anche che nel ragusano le trivelle si stanno già febbrilmente moltiplicando nonostante il 18 gennaio si sia verificata una rottura nelloleodotto Ragusa-Priolo, nel territorio di Noto.