Da Londra a Firenze la mostra sui disegni del Rinascimento Lesposizione che si è appena chiusa al British Museum lanno prossimo si sposterà agli Uffizi: al mondo solo queste due istituzioni potevano mettere insieme 100 delicatissimi originali Fogli di fra Benozzo Gozzoli, Paolo Uccello, Filippo Lippi e Botticelli Le indagini, come la Riflettografia IR, mettono in vista tracce nascoste e pentimenti Se cè una mostra davvero eccezionale al mondo, è quella dei disegni italiani del Rinascimento nel British Museum a Londra. Ha chiuso i battenti, domenica 25 luglio, ma per chi lavesse mancata ci sarà una seconda occasione lanno prossimo, dopo un periodo di riposo dei delicatissimi originali, a Firenze nel complesso degli Uffizi. Solo due istituzioni al mondo potevano mettere insieme 100 disegni, con la formula fifty-fifty, del Quattrocento e del primo decennio del Cinquecento, e sono il British Museum, appunto, e il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, entrambi depositari di collezioni straordinarie. Alleati per la prima volta in un progetto così ambizioso, sono arrivati a questa intelligente e raffinata rassegna grazie ai curatori Hugo Chapman e Marzia Faietti con Giorgio Marini. I disegni rappresentano la varietà dei loro scopi: schizzi di prime idee compositive, studi di figure singoli e di particolari, disegni finiti, "cartoni" per trasferire limmagine, modelli rilegati in libri. E con ricchezza di informazioni sui materiali la pregiata pergamena, la carta costosa i lapis, gli inchiostri, le penne, e tutte le tecniche per la produzione del segno, comprese le punte dargento e di piombo. E i risultati di indagini, come la riflettografia IR, mettono in vista tracce nascoste e pentimenti, portando nel vivo della creazione artistica. Lesercizio del disegno era strenuo a Firenze, dove si affermò il concetto che le arti sono "figlie" del disegno, inteso come progetto mentale prima che come tecnica manuale. Fogli di mano fra Giovanni Angelico, Benozzo Gozzoli, Paolo Uccello, Filippo Lippi, Andrea del Verrocchio, Lorenzo di Credi, i Pollaiolo, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio costellano il percorso del Quattrocento a livelli di qualità altissima. Lo studio della figura umana nelle sue tante interpretazioni è cardine di un intero universo didee e di immagini, mentre luomo era il centro di tutte le cose nella visione degli Umanisti. Leonardo da Vinci, in ragione dei suoi spostamenti, compare in tre situazioni: nei suoi esordi a Firenze (e la celebre veduta della Valle dellArno, che non lascia mai gli Uffizi, in questo caso è presente a documentare i suoi precoci interessi idrogeologici), a Milano al servizio di Ludovico il Moro e di nuovo a Firenze al tempo della Battaglia dAnghiari in Palazzo Vecchio (1504), quando ebbe per rivale Michelangelo, anche lui naturalmente presente in mostra con fogli scelti prima della Volta Sistina, iniziata nel 1508. In quegli anni straordinari anche Raffaello era a Firenze, ispirandosi ai due maestri più anziani in disegni che rivelano la sicurezza della sua linea pura, dolcemente geometrizzante. A rappresentare lItalia settentrionale sono disegni di Giovannino de Grassi, di Pisanello e daltri dove ha spazio la curiosità per lambiente naturale, animali compresi, o modellato dalluomo: come lo studio dumanista pieno di cose belle e rare nel SantAgostino del Carpaccio, e i costumi veneziani e orientali dei Bellini. Un disegno di cui innamorarsi? Tanti. Personalmente sceglierei, tra le solenni invenzioni del Mantegna, la sua intensa Virtus Combusta, Virtù bruciata, allegoria della nequizia del genere umano, dove le fiamme rosse a destra irradiano il loro ardore profilando le pallide figure di riflessi incendiari: un disegno concepito come un cammeo infernale, col fondo dalla stesura nera traslucida su preparazione vermiglia. "Vedere opere di questo calibro è un privilegio di cui far tesoro": così ha commentato il "Times". Lautrice è soprintendente del Polo museale fiorentino