Palazzi storici ceduti in 15 giorni, allasta solo due acquirenti Gli stabili di piazza Santo Stefano e vicolo Santa Caterina aggiudicati al gioielliere Spremberg per 11,6 milioni I sindacati: "Tenuti alloscuro" DUE tra i più bei gioielli del patrimonio immobiliare del Pio Albergo Trivulzio da ieri sono in mano a un gioielliere. Stefano Spremberg, 45 anni, grossista di orologi e gioielleria, si è aggiudicato con unasta pubblica due immobili storici vincolati dai Beni culturali. Il primo è il palazzo di piazza Santo Stefano 12, sede dellassociazione degli ex Martinitt. Un edificio da 1.861 metri quadrati al centro di una delle più suggestive piazze di Milano, tra luniversità Statale e la chiesa di San Bernardino alle ossa, che ospita al suo interno due ristoranti, il Cts (Centro turistico studentesco) e diversi appartamenti. Ma ancora più preziosa, forse, è laltra gemma strappata al Pat, il prestigioso fabbricato di vicolo Santa Caterina 35, parte integrante del Mausoleo Trivulziano (358 metri quadrati). Il compratore è riuscito a portarsi via lintero lotto per 11,6 milioni di euro, contro una base dasta di 10,5 milioni. Una gara indetta in poco più di due settimane - la pubblicazione sul sito Internet del Pat è del 14 luglio - di cui pochi a Milano sembra si siano accorti, visto che i partecipanti sono stati solo due. Alla fine, davanti al notaio Grazia Barbara Lombardo, lha spuntata però Spremberg con la sua società, la Immobiliare Santo Stefano srl, costituita con lungimirante denominazione già nel 2004. Socio, in altre aziende, di un immobiliarista di peso come Pietro Zanzucchi, che recentemente ha acquistato per 20 milioni un immobile da 5000 metri quadri in via San Vittore, Spremberg ha partecipato, per il Trivulzio, a un bando indetto con la formula eccezionale della procedura negoziata, nella quale lente aggiudicatario negozia con limprenditore le condizioni dellappalto. E i tempi sembrerebbero avere carattere durgenza, visto che di solito si fa passare almeno un mese per la ricezione delle domande. «Noi abbiamo avuto un incontro con la proprietà il 9 luglio e non ci è stato detto niente», dice Marisa Freschi, sindacalista del Sunia, che tutela insieme ad altre sigle gli inquilini del Pat e ha una posizione di «contrarietà alla vendita e soprattutto alla svendita del patrimonio». «È davvero strano - continua Freschi - che finora non se ne sia parlato». Nulla sapevano nemmeno gli impiegati del Cts, i cui uffici sono al piano terra, mentre i gestori dei due ristoranti avevano già ricevuto le visite dei possibili acquirenti, che ora lo sono quasi a tutti gli effetti. Non possono dire ancora di avere sicuramente in mano quegli immobili perché su di loro il ministero dei Beni culturali può esercitare il diritto di prelazione. Entrambi, infatti, sono tutelati. Il palazzo di vicolo Santa Caterina, in particolare, che fino a pochi anni fa ospitava losteria della Pergola, risale al sedicesimo secolo come la chiesa di San Nazaro Maggiore, le cui fondazione è del quinto secolo: per questo larea su cui ricade è sottoposta a vincolo ambientale, archeologico e monumentale. La vendita, avvenuta, nonostante il rialzo, a un prezzo vantaggioso - poco più di 5-6mila euro a metro quadro in unarea dove facilmente si superano i 7mila euro - è una sorpresa che cade in un momento particolare per il patrimonio del Pat, al centro di unaccesa vertenza. Da due anni i sindacati stanno trattando per il rinnovo dei contratti scaduti o in scadenza entro il 31 dicembre 2010 e non vogliono assecondare i propositi della proprietà di applicare il canone libero per gli immobili di pregio. «È vero - dice Freschi - che personaggi legati allamministrazione hanno ottenuto, in passato, appartamenti in affitto in stabili che nel frattempo sono diventati di prestigio. Ora però non si può ragionare solo in termini di profitto: non dimentichiamo che parliamo di case ricevute in donazione. E il canone concordato aiuta a raffreddare prezzi altrimenti alle stelle». Spesso gli inquilini hanno avanzato proposte dacquisto alle quali i vertici Pat hanno risposto picche. Frequenti, poi, sono le lamentele per la scarsa manutenzione e gli appartamenti lasciati sfitti per anni. «Anche in piazza Santo Stefano e in vicolo Santa Caterina cerano appartamenti vuoti da anni - dice Freschi - si vede, e lo capiamo ora, che la proprietà aveva già in animo di metterli in vendita».