Il gip ha respinto la richiesta del pm Bocciolini. Il padiglione Rondino doveva essere abbattuto entro il mese scorso Il precedente studio di recupero del professor Gurrieri fu considerato inadeguato e addirittura dannoso A oltre tre anni dal sequestro di otto padiglioni della Fortezza da Basso, seguito da una battaglia approdata in Cassazione e dallimpegno del Comune ad eliminare tutti i manufatti incompatibili con il monumento, la questione Fortezza resta irrisolta. Di recente è stato sfiorato un nuovo sequestro dei padiglioni Ghiaie, Rastriglia e Ronda bis (o Rondino), della cinta muraria e di gran parte delle aree interne. Il gip ha ritenuto assai grave a tuttoggi la situazione allinterno del monumento di Antonio Da Sangallo, ma ha respinto la richiesta del pm Luigi Bocciolini prendendo atto degli impegni del Comune. Impegni sui quali lautorità giudiziaria continuerà a vigilare. Linchiesta della procura ruota attorno allarticolo 170 del Codice dei beni culturali, che punisce «chiunque destina i monumenti ad uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico, o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità». Il consulente della procura, professor Paolo Ventura, ha espresso giudizi severi: alcuni padiglioni realizzati per le mostre ospitate alla Fortezza, ed in particolare proprio le Ghiaie, Rastriglia, Ronda 2 e lex Area di raccolta rifiuti (ora in parte demolita), sono a suo avviso incompatibili con la conservazione e il decoro del monumento. Non solo: lo stesso progetto unitario di recupero predisposto dal professor Francesco Gurrieri, e approvato l11 giugno 2007 dal Comune, viene ritenuto del tutto inadeguato e addirittura dannoso per lintegrità della Fortezza. Giudizio condiviso, a quanto risulta, anche dalla Soprintendenza ai monumenti. La giunta Renzi ne ha preso atto e il 18 maggio scorso ha approvato una delibera nella quale annuncia la volontà di predisporre un piano di recupero che sappia conciliare le esigenze delle mostre e delle fiere con il carattere storico-artistico del monumento. Nellimmediatezza, la giunta si è impegnata a predisporre entro lappena trascorso mese di luglio un cronoprogramma per attivare in tempi rapidi il piano di recupero, «che preveda labbattimento degli attuali padiglioni Ghiaia, Rastriglia e Raccolta Rifiuti». La delibera stabiliva inoltre che entro luglio dovesse essere abbattuto il padiglione Rondino (Ronda bis), indipendentemente dallavvio del piano di recupero. Ieri, 2 agosto, il padiglione Rondino era sempre in piedi. I vertici di Firenze Fiera, la società di gestione della Fortezza, hanno chiesto a Palazzo Vecchio «una riflessione»: il Rondino è una struttura provvisoria in legno, e sembra che sia troppo gravoso smontarla e rimontarla per ogni manifestazione. Punto e a capo, dunque. Il conflitto fra il carattere storico-artistico della Fortezza e il suo utilizzo economico come sede di mostre resta tale e quale.