IL PROGRAMMA. Il Comune li vuole assegnare a gruppi sportivi e associazioni di volontariato «Varie associazioni da anni hanno sedi e punti di ritrovo in queste strutture, curandole facendo manutenzioni e ristrutturazioni» Come usare caserme, forti e terreni che lo Stato darà al Comune? Assegnandoli a gruppi sportivi e culturali e associazioni di volontariato, che pagando un affitto si impegnano a tenere in ordine locali utilizzati per le attività. È il programma dell'Amministrazione comunale in parte già in atto in forti, bastioni e porte antiche in prospettiva di ottenere in proprietà dallo Stato beni nell'ambito del federalismo demaniale. REGOLE. «L'obiettivo è far vivere questi luoghi dai nostri cittadini», spiega l'assessore al patrimonio, Daniele Polato. «Gruppi e associazioni da molti anni hanno sedi e punti di ritrovo in queste strutture, tenendole curate e provvedendo a manutenzioni e ristrutturazioni. Cito un solo esempio: Forte Chievo, dove convivono 16 gruppi che gestiscono gli spazi con lavoro volontario, rispettando regole condivise e creando, soprattutto, un presidio in zone che altrimenti verrebbero abbandonati». Polato puntualizza che porte antiche, forti e bastioni «sono vincolati dal ministero dei beni culturali e quindi non possono essere venduti e, comunque, vanno conservati nel migliore dei modi. Proprio per questo», aggiunge, «vogliamo ottenerne definitivamente la proprietà. Già ora, con i beni a noi concessi in uso, abbiamo provveduto a lavori di pulizia, come nel vallo di via Torbido confinante con la caserma Passalacqua, che nel corso di decenni era diventato una boscaglia. Ora, dopo aver tagliato piante e sterpaglie», aggiuge Polato. «la zona si può percorrere a piedi e in bicicletta. Vogliamo procedere così anche per tanti altri punti della città, dove aree demaniali confinano con nostre proprietà». RECUPERO. Verona, dunque, si prepara a ottenere definitivamente caseggiati, capannoni, edifici storici, forti, parti di mura e bastioni. Già dal dopoguerra quando l'urgenza era dare lavoro e casa alla gente e non certo recuperare i bastioni, anche se per anni sono stati la casa di tanti veronesi poveri gruppi naturalistici e sportivi, scout, associazioni culturali, hanno tenuto in vita quei posti. Facendone la propria sede e destinandovi tanto lavoro, di puro volontariato. Evitando, così, che andassero alla deriva. Chiedendo al Governo un provvedimento ad hoc per vedersi assegnare immobili e terreni nell'ambito del federalismo demaniale, il Comune si muove così nel solco di una tradizione. Che sempre visto la nostra città non solo darsi da fare da sola, senza aspettarsi tanto dallo Stato (vedi l'istituzione dei musei civici, fra cui quello di Storia naturale e di Castelvecchio), ma anche anticipare la richiesta di avere beni demaniali in proprietà. Come le caserme o compendi come l'Arsenale, il cui passaggio da Demanio militare al Comune prende il via con l'amministrazione Sboarina, quasi 30 anni fa. Oggi, ottenutane la proprietà, il Comune punta a ristrutturarlo. I primi soldi (10 milioni) punta a ottenerli vendendo parte del Palazzo del Capitanio e la sede dell'Istituto Bon Brenzoni. Il federalismo demaniale, in fondo, qui a Verona c'è sempre stato e ha funzionato.E.G.
FEDERALISMO DEMANIALE - Il nostro obiettivo? Far vivere questi luoghi dai cittadini
Il Comune di Verona vuole assegnare caserme, forti e terreni demaniali a gruppi sportivi e associazioni di volontariato, che pagheranno un affitto e si impegneranno a mantenerli in ordine. L'obiettivo è far vivere questi luoghi dai cittadini, con regole condivise e lavoro volontario. Le strutture sono vincolate dal ministero dei beni culturali e quindi non possono essere vendute, ma possono essere conservate e mantenute. Il Comune vuole ottenere definitivamente la proprietà di questi beni. In passato, anche se non sempre, questi luoghi sono stati utilizzati da gruppi naturalistici e sportivi, scout e associazioni culturali, che hanno curato e mantenuto le strutture.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo