Giulini (Ville Versiliesi): con la pulizia del Consorzio abbiamo assistito a uno scempio ambientale La Soprintendenza ha dato il via alla pratica per estendere il vincolo storico-artistico sui giardini che costeggiano il Fiumetto. Lo spiega Fernanda Giulini, presidente dell'Ente per le Ville Versiliesi, a margine della polemica innescata dalle 70 multe elevate dal consorzio di bonifica per le recinzioni innalzate da altrettante "frontisti" del corso d'acqua amato da pittori e vip. «Ci si aspetta ora - prosegue Giulini - che sia il comune di Forte, che il Consorzio di bonifica rispettino quel vincolo che era stato posto dal Ministero, poi totolto dal Tar consentendo la costruzione di alcune ville e che deve essere ripristinato perché il piccolo fiume possa scorrere sereno, senza subire speculazioni edilizie e scempi paesaggistici». Scempi che non derivano solo dalle colate di cemento, ma anche da un certo modo di fare pulizia. «La pulizia del tratto vincolato dal Ministero nel 2006 - spiega Giulini - è stata affidata dalla Soprintendenza all'Ente per le Ville Versiliesi e si è dimostrato che il lavoro è stato realizzato con un dispendio economico minimo e nel rispetto assoluto della vegetazione. Il lavoro fatto dal Consorzio nel periodo invernale è stato invece di rilievo economico (come testimonia il cartello con il progetto dei lavori da 70mila euro) e di autentico scempio ambientale, senza alcun rispetto delle specie protette dalla Regione». Sullo sfondo, la contrapposizione fra la pulizia fatta dal corso d'acqua (come sostiene Giulini) e quella organizzata dalle sponde (versione Consorzio). La presidente dell'Ente Ville suggerisce anche una soluzione per migliorare il flusso delle acque nella stagione estiva: «Basta evitare di accumulare la sabbia alla foce, per consentire ai bagnanti la passeggiata sulla spiaggia. Incredibile ma vero, l'inverno il Fiumetto scorre benissimo verso il mare e la sabbia alla foce viene messa solo in estate». Infine, la questione-fogne: «Dal 1987 - conclude Giulini - chiediamo al comune di dotare Roma Imperiale di fognature, ma sono parole gettate al vento perché affrontiamo agosto con il solito odore nauseabondo dei pozzi neri da pulire».