Secondo Nomisma, daltronde, il valore economico e non sfruttato delle nostre coste si aggira complessivamente sui 13 miliardi, circa l1 per cento del Pil italiano; è chiaro, oramai, che questi bagni ci costano un po troppo. Purtroppo, oltre al danno cè la beffa; lUnione europea ha aperto, infatti, una procedura dinfrazione contro lItalia per la violazione della concorrenza, contestando la pratica delle proroghe ed esigendo gare pubbliche per lassegnazione delle concessioni che devono essere a prezzo di mercato. Il nostro governo, però, cincischia e, nel frattempo, abbiamo appena ricevuto lultima messa in mora dopo la quale andremo in giudizio davanti alla Corte di Giustizia. Da un lato, infatti, il federalismo demaniale proposto dallesecutivo va nella giusta direzione, responsabilizzando i Comuni rispetto allutilizzo razionale delle risorse; le entrate del demanio marittimo verranno, infatti, riversate nei bilanci delle Regioni che avranno interesse a controllare i Comuni e a bandire le gare pubbliche. Dallaltro, il governo, comè già successo con le quote latte, fa quadrato attorno a certi interessi e proroga le concessioni balneari con lultimo decreto "mille proroghe". Dopo che la Corte costituzionale, a maggio, ha bocciato una legge delle Regione Veneto che prorogava anchessa le concessioni, è lecito, ora, aspettarsi corsi e ricorsi al Tar, che ingolferanno la giustizia. Proprio come sta accadendo in questi giorni a Castellammare fra Vozza e Bobbio. In questo mare di lacrime, la Regione e Caldoro hanno, però, lopportunità di vincere la loro partita. Lente di via Santa Lucia, infatti, deve ancora approvare le linee guida programmatiche per la gestione dei litorali e gli indirizzi guida per la redazione dei piani spiaggia comunali. Fra le priorità, cè anche la questione del ripascimento dei litorali e limposizione di regole più severe in merito alla pulizia delle spiagge libere pertinenziali che spetta ai concessionari. La Regione, allora, potrebbe ascoltare le richieste dei cittadini in merito allintangibilità dei beni comuni, e stabilire una percentuale limite di spiagge da affidare in concessione. Sarebbe una politica coraggiosa, a parziale ristoro dello scempio dei mari che, in questi anni, ha subito la Campania.
CAMPANIA - il far west delle spiagge
L'Italia è stata accusata dall'Unione europea di violare la concorrenza con la pratica delle proroghe delle concessioni balneari. Il governo italiano ha ricevuto una procedura di infrazione e si trova in giudizio davanti alla Corte di Giustizia. La Regione Veneto ha già bocciato una legge che prorogava le concessioni, e ora si aspetta un ricorso al Tar. La Regione Calabria ha l'opportunità di vincere la sua partita, poiché deve ancora approvare le linee guida per la gestione dei litorali e gli indirizzi guida per la redazione dei piani spiaggia comunali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo