è il più antico tra quelli di ambito piemontese-lombardo da sette anni è patrimonio Unesco Concluso il recupero di uno dei nuclei Lapprodo a Varallo Sesia non è da subito dei più accoglienti. Allingresso in città un enorme cartellone, firmato dal sindaco leghista Gianluca Buonanno, avverte con immagini e scritte anche in arabo che è sbarrato laccesso a burka, burkini e niquab, vietata lattività a "vu cumprà" e mendicanti. Poi si sale verso la collina e dopo qualche tornante si cambia registro e si arriva in un luogo di pace, fuori dal tempo, che invita alla sosta e alla visita. E il Sacro Monte, il più antico tra quelli di ambito piemontese-lombardo dichiarati nel 2003 dallUnesco Patrimonio dellumanità. Una sorta di Terra Santa animata, o di percorso processionale nel verde, quasi una via crucis campestre - in cui hanno realizzato affreschi e statue in legno e terracotta grandi artisti come Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo e il Morazzone - che si snoda con 45 cappelle tra boschetti e viali di bosso e attira ogni anno 150mila pellegrini e turisti. E che ora si vuole rilanciare, soprattutto dopo i restauri. In autunno riapre al pubblico uno dei nuclei più antichi, recuperato con 500mila euro dalla Compagnia di San Paolo. Sono le tre cappelle del Complesso di Betlemme - così chiamato perché si ispira nella disposizione degli spazi alla basilica inferiore della Natività di Betlemme - dedicate alla Natività, allAdorazione dei Pastori e allArrivo dei Magi. Oltre a queste, assai scenografiche, in cui intervenne poco dopo il 1514 proprio Gaudenzio Ferrari con la sua équipe, sarà di nuovo visitabile nella stessa area la Cappella della Presentazione al tempio, recuperata con i contributi della Regione. Il Sacro Monte di Varallo, realizzato tra la fine del XV secolo e il XIX, nacque per volontà del frate francescano Bernardino Caimi, che nel 1478 era stato custode del Santo Sepolcro a Gerusalemme e, tornato in patria, volle riprodurre in Piemonte i luoghi sacri della Palestina. Lintento - e in questo i francescani la sapevano lunga - era anche di mettere in atto un efficace strumento di comunicazione, raccontando le tappe della vita di Gesù ai fedeli, allora in gran parte analfabeti, utilizzando scene realistiche, con figure a grandezza naturale che avevano i tratti delle persone comuni, in una sorta di grande racconto corale. In seguito le esigenze mutano e nel tardo '500 il Sacro Monte è riprogettato dallarchitetto Galeazzo Alessi, che pur mantenendo il contenuto religioso, lo trasforma in un luogo vicino al gusto decorativo del tempo, creando zone di giardino allitaliana, con siepi, fontane e giochi dacqua. Una terza fase risale allepoca del vescovo di Novara Carlo Bascapé, che seguendo gli orientamenti di San Carlo Borromeo (ospite nel 1584 del complesso) trasforma il Monte in un vero e proprio percorso sacro, secondo le indicazioni del Concilio di Trento, e fa costruire nuove cappelle, dedicate in particolare alla Passione. Alle Madonne dolcissime dallo sguardo accorato e ai pastori adoranti, si sostituiscono le raffigurazioni di Cristo sofferente, dei governatori superbi e dei soldati dallaria torva, mentre il popolo assiste e partecipa. "E questo un luogo interessante dal punto di vista artistico e architettonico, immerso in unatmosfera unica, tra natura, cultura e spiritualità - dice la direttrice Elena De Filippis. - Qui domina una sorta di preghiera emotiva, che può interessare sia chi crede sia chi non crede e invita comunque alla riflessione". Proprio per affrontare questi temi, il 22 e 23 ottobre si svolgerà un convegno su "Arte, devozione e turismo al Sacro Monte", con la presenza di studiosi, tra cui Salvatore Settis e Giovanni Romano. Info www. sacromontevarallo. eu, 016353938.