Deve ancora chiudersi la 61.ma edizione del festival del cinema, ma per la Biennale è già domani. Così per progettare il nuovo Palazzo del cinema, ieri si è dato appuntamento al Lido la crema dell'architettura internazionale. Stefano Boeri (Italia), BollesWilson Gmbh Co. Kg (Germania), Eisenmann Architects P.C. (Usa), Francesco Cellini (Italia), Alfonso Femia -Studio Associato 5 più 1 - (Italia), Massimo Fuksas (Italia), Klaus Kada (Austria), Mbn Arquitectes (Spagna), Rafael Moneo (Spagna) e Koen Van Velsen (Olanda). I dieci progettisti, selezionati da una rosa con oltre settanta candidati che avevano aderito al bando per il concorso di idee, hanno partecipato ad una giornata di studio-seminario. Obiettivo del confronto era capire come soddisfare le istanze presentate dalla stessa Biennale, ma anche da Comune di Venezia, Soprintendenza e Municipalità del Lido. Il progetto su cui si sono confrontati i dieci architetti non si limita alla costruzione di un nuovo palazzo ma coinvolge una riqualificazione dell'intera area (è stato ampliato anche il sedi-me d'intervento) con un impegno economico che la responsabile dei progetti speciali della Biennale, Pina Maugeri, ha valutato in 75 milioni di euro. Il presidente della Biennale Davide Croff ha voluto rassicurare sulla disponibilità dei finanziamenti per realizzare l'opera garantendo che con il Ministero è stato avviato un preciso percorso in tal senso. E ha anche annunciato che la Biennale sta già pensando ad attività da portare al Lido per tutto l'arco dell'anno. «Abbiamo invitato qui i dieci progettisti - ha riferito il sindaco Costa - per far loro capire cosa ci aspettiamo da questo lavoro. Come primo punto dare la massima soddisfazione alla Biennale con il rispetto del verde esistente. La nuova sala deve anche far diventare il Lido il più grande centro congressi del Veneto e con utilizzo 12 mesi all'anno. Da parte del Comune c'è la volontà di farla diventare la macchina più importante per il rilancio dell'isola. Ma l'operazione comprende un riordino di tutta l'area (fino al canale) mantenendo ovviamente la viabilità sia pedonale che motorizzata, la rimessa a nuovo delle strutture esistenti». In quali fasi? «Prima si deve costruire il nuovo palazzo - risponde Costa - poi si sposta tutto lì e si sistema il vecchio palazzo del cinema e i contenitori esistenti. Che i progettisti lavorino presto e bene». Gusso, poi, ha parlato di «momento storico per il Lido, una scommessa che mette in gioco non solo la mostra ma per il Lido una parte del suo futuro». Ora i dieci progettisti avranno 150 giorni di tempo per lavorare e poi tornare a Venezia con i loro progetti. Ma non è escluso che, tra circa un mese, possa essere promossa una nuova ricognizione per una visita al Lido, nell'intera isola.