la polemica Scelti 15 nuovi siti patrimonio dell'umanità: sono tutti stranieri roma. Ora si litiga anche sulle bellezze del Paese. «Quindici nuovi siti del patrimonio Unesco ma nessuno italiano: oramai il governo - è la denuncia del presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli - ha deciso di non promuovere più all'estero le nostre bellezze ambientali, naturalistiche e archeologiche. Il paradosso è che alcuni progetti erano in dirittura d'arrivo come Baia e Gaiola tra Napoli e Pozzuoli». «Nel 2007 - racconta l'ex assessore provinciale Francesco Emilio Borrelli, attuale commissario regionale dei Verdi campani - vennero pure i commissari Unesco a fare un sopralluogo dopodiché il ministro Prestigiacomo appena insediatasi nel 2008 ritirò la candidatura e da allora nessuno più sa nulla. Eppure i siti, a detta dei commissari, erano perfetti. Temo che tutta la pratica sia stata cancellata per volontà politica. Ci vorranno anni per ripresentarla». Il comitato dell'Unesco ha scelto i siti ai quali è stato riconosciuto il loro «valore universale eccezionale» e che vanno ad aggiungersi agli 890 già iscritti nella Convenzione dell'Unesco del 1972 sulla protezione del patrimonio mondiale dell'umanità. Tra i 15 nuovi siti Patrimonio mondiale dell'umanità, il più noto è il quartiere dei canali di Amsterdam, costruito tra il XVI e il XVII secolo. Gli altri siti selezionati sono la città imperiale di Thang Long-Hanoi in Vietnam, i monumenti storici di Dengfeng (Cina), il sito archeologico di Sarazm in Tadjikistan, la città medievale di Albi in Francia, il bazar storico di Tabriz in Iran e di At-Turaif e ad-Diriyah in Arabia Saudita, le spiagge australiane, il sito astronomico Jantar Mantar di Jaipur, in India, il complesso di Kanegah e il santuario sufi di Ardabil (Iran), l'atollo di Bikini (teatro anche di esperimenti nucleari americani) nelle isole Marshall, i villaggi di Hahoe e Yangdong in Corea e la zona di conservazione naturale di Ngorongoro, in Tanzania, la regione montuosa nello Sri Lanka e le isole Papahanaumokuakea.