NOTO. «Nel momento in cui la Cattedrale sarà riaperta al culto essa dovrà essere del tutto completata e funzionale, con le realizzazioni di finitura già tutte quante poste in essere». È la certezza del prefetto di Siracusa Francesco Alecci, commissario del governo per la ricostruzione del massimo tempio religioso della città venuto giù la sera del 13 marzo del 1996. Una forte e chiara affermazione che ai più richiama alla mente il teatro «La Fenice» di Venezia, riaperto ed inaugurato quando ancora i lavori non erano del tutto completati. Per la Cattedrale la parola d'ordine è «finire tutti gli interventi entro la naturale scadenza, senza tempi supplementari». O meglio l'obiettivo, certamente voluto da tutti, è di evitare che venga consegnata una struttura completata ma non utilizzabile. Per questo si ritorna all'assunto più volte espresso dal prefetto di interventi indirizzati alla profonda contemporaneità tra ricostruzione e restauro del massimo tempio religioso. Dai balconi del palazzo Impellizzeri, nobile sede dell'Archivio di Stato, è possibile vedere la copertura già realizzata della Cattedrale che si ricostruisce. Ed è proprio qui che per conoscere lo stato dei lavori il sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività culturali, Nicola Bono, ha chiesto un incontro, convocato dal prefetto Alecci, al quale hanno preso parte il vescovo Giuseppe Malandrino, i direttori dei lavori, Roberto De Benedictis e Salvatore Tringali, il numero uno dell'impresa costruttrice Angelo Donati, il direttore del cantiere Bruno Scogna-miglio, il responsabile del procedimento Antonio Castiglione e il sindaco di Noto Michele Accardo. «Questi incontri - ha detto il sottosegretario Bono -sono diventati degli appuntamenti periodici proprio perché un attento e costante monitoraggio dello stato di avanzamento dei lavori per la ricostruzione della Cattedrale consentirà di evitare il ripetersi di ritardi registrati in passato». E l'incontro di ieri è stato l'occasione per affrontare un argomento importante qual è quello delle finiture più interne che esterne, con in primo luogo la pavimentazione, gli arredi, gli affreschi, le opere mobili, l'organo e le vetrate. Da qui la proposta del sottosegretario Bono, sempre in tema di rispetto delle date, di arrivare per tempo alla progettazione delle opere interne. La novità emersa è quella di affidare il completamento delle finiture interne e l'affresco della volta attraverso un bando concorso che preveda la partecipazione di artisti contemporanei. «In questo modo - ha detto Bono - la ricostruzione della Cattedrale diventa una vera operazione culturale e non solo un doveroso atto di restauro del tempio religioso». Ma per il vescovo Malandrino «affreschi, arredi e pavimentazione non devono distrarci dall'andamento dei lavori». Che a tutt'oggi procedono. E anche bene.
Noto, vertice sul restauro del Duomo. Alecci: Nessuna apertura parziale
Il prefetto di Siracusa Francesco Alecci ha affermato che la Cattedrale dovrà essere del tutto completata e funzionale al momento della sua riapertura al culto. La parola d'ordine è finire tutti gli interventi entro la naturale scadenza senza tempi supplementari. Il sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività culturali, Nicola Bono, ha convocato un incontro con il prefetto, il vescovo Giuseppe Malandrino e altri responsabili per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori. L'incontro ha affrontato l'argomento delle finiture interne e esterne, con la proposta di affidare il completamento delle finiture interne e l'affresco della volta attraverso un bando concorso per artisti contemporanei.
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