Trasferitosi in pianta stabile da due mesi a piazza Annerirla, Lucio Trizzino, restauratore scelto da Vittorio Sgarbi, sta dedicando anima e corpo al recupero della Villa romana del Casale. L'architetto, infatti, che vive e lavora a Firenze, ha deciso di spendere la maggior parte del suo tempo al progetto di ripresa di uno dei monumenti più belli e suggestivi della Sicilia. Ed è proprio a quest'isola che Trizzino si sente particolarmente legato, nonostante egli stesso si definisca «un apolide, nato a Gorizia, con padre agrigentino e madre toscana». Il suo legame con la Sicilia, del resto, lo si può riscontrare nelle opere di recupero già compiute nell'isola, come quelle della chiesa Santa Maria delle grazie a Polizzi Generosa, del Tempio della concordia ad Agrigento e della cattedrale di Monreale alla quale ha dedicato otto anni di lavoro. Domanda. Architetto, lei è stato scelto, insieme al suo collega, Mario Bellini, dal commissario straordinario della Villa del Casale, Vittorio Sgarbi, come restauratore del monumento. Com'è avvenuto il suo incontro con Sgarbi? Risposta. È stato del tutto occasionale. Sgarbi è rimasto colpito dal mio lavoro ai templi di Agrigento, così lui stesso mi ha contattato e, senza conoscermi personalmente, mi ha chiesto un parere sulla villa. Da lì abbiamo cominciato a collaborare. D. Quali sono i piani per la rinascita del monumento? R. L'intenzione è quella di non stravolgere la vera natura della villa: un incontro tra l'arte e il verde delle colline che la circondano in un suggestivo contrasto con il deserto Sud «dell'altra Sicilia»... D. E per quanto riguarda l'impostazione seguita da Franco Minissi negli anni '70? R. La copertura di Minissi è come un ve-stito cucito addosso alle mura antiche e che grava su di esse. Non può reggere più. Ha dei cattivi funzionamenti, tra i quali l'effetto serra che comporta infiltrazioni d'acqua. Naturalmente, però, i mosaici hanno bisogno di una protezione. D. E come avete intenzione di ovviare a questo problema? R. L'ipotesi è quella di creare una copertura unica che permetta di eliminare queste aggiunte. Il tutto nel rispetto dell'opera d'arte. L'obiettivo è esaltare i mosaici nella loro essenza: un rimpicciolimento della grande Roma su 4.600 mq di mosaici. D. Quindi, quale sarà il prossimo passo da compiere? R. Abbiamo una riunione giovedì 16 settembre per iniziare tutte le pratiche, affinchè non si perda il finanziamento europeo di 18 milioni di euro. D. Ovvero? R. Per non perdere la somma si dovrà, entro dicembre di quest'anno, emettere un bando di gara e aggiudicarlo a una ditta che si occuperà dei lavori della villa. D. E da lì, quanto ci vorrà per vedere la villa interamente ristrutturata? R. Secondo le previsioni, sarà necessario un anno e mezzo di lavoro. Diciamo che entro il settembre del 2006 l'opera, dovrebbe essere completata. D. Ma ci sono anche 6 milioni di euro previsti dal Pit per la realizzazione di parcheggi, strade, fognature e impianto idrico, il tutto a supporto del sito archeologico. A questo proposito, come penserete di provvedere alla manutenzione della villa dopo che saranno stati effettuati gli interventi straordinari? R. La villa avrà bisogno di un équipe di 20 restauratori per la manutenzione ordinaria. E non solo. Anche di 40 custodi e 12 giardinieri. Anche se sarà difficile raggiungere questi numeri, dato che esiste una legge regionale secondo la quale questo tipo di operatori devono avere la residenza nel luogo di lavoro. Infatti, oggi, sono solo 16 i custodi della villa. La migliore soluzione sarebbe che la villa si autogestisse, anche finanziariamente. E d'altronde se lo potrebbe anche permettere, visto che a visitarla ogni anno sono in 900 mila. D. E per quanto riguarda le polemiche che si sono lette ultimamente sui giornali tra lei e Sgarbi con Carmelo Tumino, parlamentare regionale della Margherita? R. La polemica è il sale del restauro. E la considero necessaria per il lavoro dei tecnici. Comunque, le discussioni con Tumino non hanno niente di polemico. Le sue sono semplici domande e osservazioni che ci aiutano nel nostro lavoro. E poi, è capitato anche che con Tumino mi ritrovassi seduto a colazione per discutere del destino della villa romana.
Villa del Casale, appalto da 18 mln
Lucio Trizzino, un restauratore scelto da Vittorio Sgarbi, sta lavorando al recupero della Villa romana del Casale a Piazza Annerirla. Trizzino, nato a Gorizia, ma legato alla Sicilia, ha già lavorato su altri progetti dell'isola, come la chiesa Santa Maria delle grazie a Polizzi Generosa e la cattedrale di Monreale. Sgarbi ha scelto Trizzino e Mario Bellini come restauratori del monumento. I piani per la rinascita del monumento sono quelli di non stravolgere la vera natura della villa, mantenendo un contrasto tra l'arte e il verde delle colline.
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