Il Piano cave varato dalla Provincia sfregia le colline della città etrusca. È l'allarme lanciato dalla Lista civica Uniti per Volterra: «È inammissibile la pretesa della Provincia di prevedere una nuova area di cava su una delle rare colline della zona ancora completamente coperta da bosco. Quella previsione va cancellata». Nel mirino c'è una delle colline di Ulignano. È qui che la Provincia ha previsto, nel piano stralcio relativo alla Valdicecina adottato a maggio, una cava che dovrebbe "esportare" inerti per l'edilizia, facendo fronte anche alle necessità dell'area pisana. «Lacerare quel colle provocherebbe un impatto negativo per tutta la zona circostante, Volterra compresa», afferma la Lista. Il sito è ben visibile anche da notevole distanza e perfino dalla città. «In particolare, l'area estrattiva risulterebbe fortemente esposta rispetto a due vicini assi viari di notevole importanza: la Provinciale 53 del Cornocchio e soprattutto la Regionale 68 - spiegano gli esponenti di Uniti per Volterra - Possiamo anche immaginare il contributo negativo in ordine alla sicurezza già precaria delel due strade che il conseguente aumento del traffico di mezzi pesanti da e verso la cava andrebbe a provocare». E aggiungono: «Mettiamoci poi l'attraversamento di Volterra, con passaggio obbligato da Borgo San Lazzaro e il quadro è completo». Al di là della scelta ci sono anche dubbi sugli eventuali ritorni dell'escavazione. «La formazione geologica affiorante su quei terreni è nota come i "Conglomerati di Ulignano" ed è caratterizzata da sedimenti eterogenei quali: sabbia, limo, marne e ghiaia - spiegano - Dunque non risulterebbe garantita a priori neppure la presenza di una percentuale della frazione utile, la ghiaia, tale da poter considerare positivo un elementare bilancio economico dell'operazione». Inoltre, l'area rientra tra quelle classificate "a conservazione" dal Regolamento urbanistico di Volterra. «La norma parla chiaro - dicono - Sono quelle parti di territorio caratterizzate dal massimo pregio ecologico, ambientale, paesaggistico e storico e dalla irrinunciabile rilevanza per la difesa del suolo».