Nasce un comitato contro l'insediamento di Braccagni EL. GI. BRACCAGNI. «Un serio grido d'allarme contro il rischio di speculazioni edilizie». A lanciarlo è un coordinamento di comitati fresco di costituzione (140 persone in pochi giorni) che si oppone al nascente polo interlogistico di Braccagni. «L'operazione, in tutto e per tutto calata dall'alto, implica una radicale trasformazione del territorio, stravolge la frazione e fa danni permanenti al paesaggio storico che ha, in Montepescali, un emblema riconosciuto e tipico della Maremma». Il coro di no si è sollevato a Braccagni, nel quartier generale del gruppo tradizioni popolari Galli Silvestro, guidato da Edo Galli. Accanto a lui Michele Scola di Italia Nostra, Daniela Pasini (coordinamento associazioni e comitati ambientalisti) e altri. Tra le firme figurano Nicola Caracciolo, Franco Tassi (direttore storico del Parco nazionale d'Abruzzo), ricercatori e professori universitari di tutta Italia. Se le istituzioni spingono sulla necessità di un rilancio produttivo, loro non ci credono. Caso emblematico sarebbe la frazione di Braccagni. «Agli Acquisti stanno per essere installati 20 ettari di fotovoltaico a terra che trasformeranno irreversibilmente una delle campagne più fertili della Maremma in zona industriale. Sempre lì 200 ettari di terreni agricoli saranno cementificati con poli logistici fieristici e industriali di vario genere. Si tratta - spiega il comitato - di una zona alluvionale che di per sé dovrebbe scoraggiare qualsiasi appetito industriale». Senza contare la presenza massiccia di materiale archeologico in parte affiorato grazie a scavi recenti e in parte, come spiega Maurilio Boni del Gruppo Tradizioni popolari, che rischia di essere sotterrato per sempre dalla terra sollevata dalle ruspe, se non lo si esplora subito con gli scavi». Proprio davanti a casa Mancini i trattori hanno smosso la terra e portato alla luce centinaia di pezzi di case, ossa e antichi reperti.
TOSCANA - Paesaggio violentato dal polo logistico
Un comitato è stato costituito per opporsi all'insediamento di Braccagni, un polo interlogistico che potrebbe trasformare la frazione di Braccagni in zona industriale. Il comitato, composto da 140 persone, si oppone alle speculazioni edilizie e alle trasformazioni del territorio che potrebbero danneggiare il paesaggio storico e la frazione stessa. Il comitato ha lanciato un grido d'allarme contro il rischio di speculazioni edilizie e ha richiesto l'esplorazione subito di un materiale archeologico che rischia di essere sotterrato.
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