VENEZIAPotrebbe esserci un ex ministro della Cultura francese nello staff di superesperti che si occuperanno della «nuova stagione» di Palazzo Grassi, quella controllata da un pool di banche riunite nella Fondazione Venezia, dalla Casinò Municipale spa e (per un 10 circa) dalla precedente proprietà, la Palazzo Grassi società per azioni del gruppo Fiat. Ad affermarlo è il ministro Giuliano Urbani che ieri, a Venezia per l'assegnazione dei Leoni d'oro della IX Biennale d'architettura e per l'inaugurazione ufficiale della mostra di Dalì, ha parlato anche del futuro di Palazzo Grassi: «Quello che conta è proseguire nel solco di quello che è già stato fatto finora, secondo quel progetto di promozione culturale fatto di mostre belle e di successo». Buttando lì anche il nome di un possibile membro del superstaff, un nome di livello internazionale: quello di Jean-Jacques Aillagon, ministro della cultura nel governo Raffarin dal 2002 fino al rimpasto dello scorso aprile. Un nome sorprendente ma forse non più di tanto visto che Aillagon è prima di tutto un grande tecnico, avendo diretto il Beaubourg. La conferma sull'ipotesi Aillagon dovrebbe arrivare a Natale, quando dovrebbe essere firmato l'accordo tra le parti. E intanto ieri la Biennale ha assegnato i Leoni d'oro andati (se si esclude quello «alla carriera» per Peter Eisenman) a nomi noti ma fuori dallo star sistem come il gruppo giapponese Sanaa per il museo del XXI secolo di Kanazawa o come De Boeck e Van Synghel, curatori dell'allestimento del Padiglione del Belgio dedicato a Kinshasa.